Salario minimo, l’Unione Europea stabilisce le linee guida per gli Stati membri
“Garantire una vita dignitosa ai lavoratori e ridurre la povertà lavorativa”, per questo la Commissione Europea ha approvato le linee guida sul salario minimo, che dovranno essere recepite dagli Stati membri. Nessun obbligo, però, per i Paesi dell’Unione: Bruxelles non può legiferare in materia di politica economica, ma indicare una strada da seguire. Pare esclusa, per ora, una soglia minima di retribuzione stabilita dalla Commissione. La contrattazione collettiva dei contratti di lavoro è il metodo suggerito dall’Unione: così i lavoratori potrebbero contare su una maggiore forza durante le trattative con le aziende. Secondo la Commissione l’80% è la percentuale delle contrattazioni in cui devono essere coinvolte le parti sociali. Mentre Bruxelles esprime soddisfazione per “una tappa importante per l’Europa sociale”, la politica italiana si divide. Roma è uno dei sei paesi che non prevede un salario minimo: Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico ne chiedono l’approvazione per combattere il lavoro povero, il centrodestra si oppone. Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta argomenta che “il salario non può essere moderato, ma deve corrispondere alla produttività”. Confindustria rende noto che un minimo di nove euro l’ora, questa l’ipotesi più accreditata secondo Palazzo Chigi, non riguarda l’associazione perché per il presidente Carlo Bonomi, “i nostri contratti sono tutti superiori” a tale cifra. Tuttavia, 4,6 milioni milioni di italiani – uno su tre – hanno uno stipendio inferiore a 9 euro l’ora.

(Giorgio Colombo)

Guerra in Ucraina, Medvedev: “Odio gli occidentali, voglio farli sparire”
L’ex presidente russo e ora vice capo del Consiglio di Sicurezza della Federazione, Dmitri Medvedev, non ha usato mezzi termini per spiegare le sue dure posizioni contro l’Occidente. Sul suo canale Telegram ha scritto: “Mi viene spesso chiesto perché i miei post sono così duri, la risposta è che li odio. Sono bastardi e imbranati. Vogliono la nostra morte, quella della Russia. E finché sono vivo, farò di tutto per farli sparire”.
“Gravissime e pericolose le affermazioni di Medvedev”, ha detto il ministro degli esteri Luigi Di Maio. “Sono parole inaccettabili, che ci preoccupano fortemente anche perché arrivano dal vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo. Non è un segnale di dialogo, non è un’apertura verso un cessate il fuoco, non è un tentativo di ritrovare la pace, ma sono parole inequivocabili di minaccia verso chi sta cercando con insistenza la pace”. “È doveroso – prosegue Di Maio – smettere di alimentare tensioni con provocazioni e minacce. Le affermazioni che arrivano oggi, invece, non lasciano dubbi e allontanano da parte russa la ricerca della pace. Piuttosto danno linfa a una campagna d’odio contro l’Occidente, contro quei Paesi che stanno cercando con insistenza la fine delle ostilità in Ucraina”.
Il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di stato maggiore dell’Aeronautica Militare, ha commentato le frasi di fuoco di Dmitry Medvedev sull’Occidente affermando che: “Sono il segno dell’irritazione per questi nuovi armamenti in arrivo. In effetti li temono molto perché sono armamenti di precisione”.

(Giovanni Corzani)

Mosca concorda con Kiev e Ankara una via per il grano: previsto un corridoio da Odessa
La scommessa di Erdogan per sbloccare la crisi mondiale del grano è alla resa dei conti. Secondo quanto ha rivelato il quotidiano russo Izvestia, Mosca avrebbe concordato con Kiev e Ankara uno schema preliminare per l’uscita delle navi ucraine cariche di grano dal porto di Odessa. Il piano prevederebbe in primis lo sminamento del Mar Nero da parte dei genieri turchi e in seguito la scorta della Marina di Ankara ai cargo fino alle acque neutrali. L’accordo, raggiunto tra le parti grazie alla mediazione turca, riguarda per il momento solo Odessa, ma sarà al centro della visita di mercoledì del ministro degli esteri russo Sergej Lavrov. Ora, la sfida per Erdogan sarà quella di riuscire a convincere Kiev, ancora timorosa che la riapertura dei porti possa offrire al Cremlino il pretesto per attaccare. “Putin dice che non userà le vie commerciali per attaccare Odessa. Si tratta della stessa persona che diceva al cancelliere tedesco Scholz e al presidente francese Macron che non avrebbe attaccato l’Ucraina”, ha dichiarato il ministro degli esteri ucraino Dmytro Kuleba. Sull’accordo tra Russia e Ucraina è intervenuta anche la Coldiretti: “L’apertura di un corridoio per far uscire le navi cariche di grano da Odessa importante per salvare dalla carestia quei 53 Paesi dove la popolazione spende almeno il 60% del proprio reddito per l’alimentazione e risentono quindi in maniera devastante dall’aumento dei prezzi dei cereali causato dalla guerra”. Continua: “con il via libera alla partenza delle navi cargo si libera lo spazio nei magazzini per accogliere i nuovi raccolti di grano in arrivo tra poche settimane per un quantitativo di stimato di 19,4 milioni di tonnellate, circa il 40% in meno rispetto ai 33 milioni di tonnellate previsti per questa stagione”.

(Lorenzo Aprile)

A Trieste uno dei più importanti sequestri di droga in Europa
Le indagini, durate oltre un anno hanno portato a 38 arresti. Sono iniziate infatti a maggio scorso con la cooperazione della magistratura e della polizia colombiana, coordinata con l’Usa Homeland Security Investigations. È stata, così, ricostruita la fitta rete di rapporti tra i produttori di cocaina sudamericani e gli acquirenti sul territorio nazionale ed europeo, facenti capo a noti contesti di criminalità organizzata operanti in Italia in varie regioni dal Veneto a Lombardia, Lazio e Calabria. La raccolta delle prove è stata resa possibile attraverso ben 19 “consegne controllate” consecutive, sviluppatesi da maggio 2021, grazie alle quali sono stati individuati importanti mediatori nel sistema del narcotraffico mondiale e un gran numero di membri che operavano sia in territorio nazionale che estero.  I grammi netti di cocaina sono 4.300 e si stima che questa quantità di droga sia stata pagata circa 96 milioni di euro da gruppi criminali acquirenti.  Sul mercato italiano è stata la vendita al dettaglio a duplicarne il valore finale, arrivando a un prezzo di almeno 240 milioni di euro. Oltre alla droga sono state sequestrate anche auto di lusso, un Tir e un Suv del valore di oltre 100mila euro. Sono invece 1.850.000 gli euro in contanti ritirati: ingenti risorse finanziarie e patrimoniali sono state sottratte alla disponibilità delle organizzazioni criminali. Il merito è da attribuire al lavoro degli specialisti della Guardia di finanza, che hanno agito a stretto contatto e in perfetta unità d’intenti con l’Autorità Giudiziaria.

(Lorenzo Cascini)