L’intelligenza artificiale è pronta a rivoluzionare (anche) il mondo dell’editoria. Nelle ultime settimane, colossi informatici come Microsoft stanno raggiungendo accordi con le case editrici per poter utilizzare, con il consenso degli autori, saggi e manuali al fine di  istruire i propri software di machine learning. Gli stessi  che poi consentono all’I.A. di “rispondere” agli utenti quando viene interrogata. Qualche altra azienda sta pensando di sfruttarla per velocizzare la traduzione, in inglese, di quanti più volumi possibili, scritti in altre lingue. 

Oltre ai big tech, ci sono anche start-up più circoscritte, magari meno note, intenzionate a sfruttare le intelligenze artificiali. È il caso di Spines, nata nel 2021 con l’obiettivo di «arrivare ai lettori con una rapidità e una facilità senza eguali», scrivono nel proprio sito. In pratica, Spines, che si presenta come una «piattaforma di pubblicazione», utilizza un software di «intelligenza artificiale all’avanguardia» per trasformare in poche settimane, se non in meno di 30 giorni, un dattiloscritto in un libro stampato. I servizi offerti spaziano dalla correzione di bozze all’impaginazione grafica – anche della copertina – oltre a garantire di velocizzare e implementare la diffusione di un volume in tutto il mondo.

Proprio su quest’ultimo punto, l’obiettivo del suo ambizioso co-fondatore, Yehuda Niv, è arrivare a distribuire 8000 libri confezionati dall’intelligenza artificiale per il 2025. Un’idea che ha innescato il dibattito all’interno della comunità di lettori e soprattutto nel mondo degli editori, raccogliendo commenti e pareri non proprio positivi. E questo nonostante, sul sito di Spines, sia garantito che il team di professionisti dell’azienda assicura di controllare e seguire il lavoro della macchina.

In alcune interviste, Niv, giovane israeliano con un passato nel mondo dell’editoria, ha presentato la sua start-up come una realtà in grado di abbattere spese e tempi che aspiranti scrittori dovrebbero affrontare per giungere alla pubblicazione delle proprie opere, soprattutto quando si tratta di rivolgersi a figure esterne, come nel caso della stampa o della realizzazione della copertina. Eppure, l’utilizzo di Spines non è esente da costi, perché, per affidarsi ai loro servizi, un autore che voglia pubblicare la propria opera andrebbe a spendere tra i 1200 e i 5000 dollari per singola pubblicazione. 

I prezzi variano a seconda del tipo di servizio erogato e sono suddivisi in tre piani, acquistabili anche a rate e consultabili sul sito. Se si tratta di realizzare un libro a stampa ci vogliono poco più di 1000 dollari, mentre l’importo sfiora i 3000 qualora l’aspirante autore voglia che la propria opera sia disponibile in duplice formato: ebook e con copertina rigida. Il prezzo sale poco sopra i 5000 dollari se si chiede alla macchina di realizzare anche l’audiolibro. Spines, dal canto suo, lascerebbe tutti i diritti di proprietà all’autore, senza ulteriori tasse da aggiungere. 

Come già anticipato, le reazioni, specie alle recenti dichiarazioni di Niv, non mostrano grande entusiasmo. Eppure, anche nel mondo dell’editoria c’è chi non chiude del tutto all’uso dell’I.A: ad esempio, i software potrebbero assistere gli autori svolgendo compiti meccanici in fase di realizzazione del libro. L’importante, insomma, è che la macchina non si sostituisca all’uomo nella fase del processo creativo: l’elemento portante della scrittura che, almeno per ora, fa ancora la differenza tra l’intelligenza umana e quella artificiale.

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