Iniziata lanciando il messaggio di solidarietà «China, we are with you» al mondo fashion orientale – quest’anno impossibilitato a presenziare a causa delle misure di sicurezza imposte da governo contro il dilagarsi del contagio da Corona virus –la settimana della moda milanese giunge oggi al termine, non senza problemi dell’ultimo minuto. L’allarmismo diffusosi nell’ultimo weekend per la sempre più vicina minaccia del virus influenzale propagatosi dalla regione di Wuhan in Cina e i provvedimenti presi dal governatore della Lombardia Attilio Fontana e dal sindaco di Milano Beppe Sala, non hanno infatti risparmiato nemmeno la tribù modaiola.Cancellate le sfilate in programma questo lunedì (Atsushi Nakashima e Alexandra Moura) e gli ultimi eventi ufficiali della Camera Nazionale della Moda Italiana, anche stilisti come Giorgio Armani hanno deciso di sfilare a porte chiuse per scongiurare il contagio. Prima che il caos colpisse anche il fashion system, tuttavia, abbiamo parlato con due giovani, ma soprattutto promettenti, designer della scena milanese. Salvatore Vignola e Nicole Valenti ci hanno raccontato cosa vuol dire essere a capo di un brand emergente e quanto possa essere difficile imporsi in un mondo così elitario come quello in cui vivono e lavorano.