Il 2025 potrebbe essere l’anno della svolta nella corsa dell’Unione Europea all’euro digitale. La Banca centrale europea continua ad avanzare in quello che, a tutti gli effetti, è il progetto più importante dalla nascita dell’unione monetaria. Ma cosa sarebbe l’euro digitale? È l’evoluzione naturale della moneta unica. Una forma digitale di contante, elettronico, emesso direttamente dalla Bce, con cui si potrà effettuare qualsiasi tipo di pagamento. L’idea è di renderlo disponibile per tutti nell’Eurozona per avere un’opzione in più per pagare nei negozi fisici e online, oltre che per inviare denaro ad amici e familiari. Sempre senza commissioni, in Italia come all’estero. Per usarlo, come spiega la Bce, non sarà necessaria una connessione ad internet: sarà accessibile da smartphone e smartwatch anche offline, con il bluetooth.

Il suo valore sarebbe stabile, garantito nel tempo dallo stesso organo a cui oggi è affidata l’emissione del contante: la Banca centrale europea, appunto. Anche per questo motivo, l’euro digitale non sarà una criptovaluta, spesso rischiosa e instabile proprio perché non gestita da un’istituzione centrale e quindi soggetta a fluttuazioni di valore.

Questo progetto rappresenta la risposta diretta alla tendenza sempre più universale a preferire i pagamenti elettronici al contante. A differenza dell’utilizzo di una qualsiasi carta di credito, però, la moneta digitale non consentirebbe di risalire alla identità di una persona sulla base dei pagamenti effettuati. Quindi è come se si pagasse con soldi liquidi.

COME FUNZIONERÀ

Il suo utilizzo non sarà diverso da quello di un normale conto. Il primo passo consisterà nel creare un wallet digitale presso la propria banca o un ufficio pubblico designato (come le Poste). Sarà poi possibile caricare un importo tramite un conto bancario o attraverso un deposito di contante. Nel wallet sarà possibile conservare una somma di euro digitali fino al raggiungimento di un determinato limite massimo che sarà stabilito dalla Bce (dovrebbe essere di 3.000 euro).

E, soprattutto, qualsiasi tipo di pagamento in euro digitali sarà istantaneo e protetto. Sarà possibile pagarci un caffè al bar, la rata dell’affitto, la spesa al supermercato. Potrà diventare digitale anche la paghetta per i propri figli.

A CHE PUNTO SIAMO

Come riportato dal Rapporto sui Progressi della Bce, la fase di preparazione dell’euro digitale – che durerà due anni – ha avuto inizio il 1° novembre 2023. In questi giorni è partita la selezione dei fornitori esterni all’Eurosistema che potranno partecipare alla gara di appalto per contribuire alla creazione della piattaforma e dell’infrastruttura per la valuta.

Una volta conclusa questa fase, si proseguirà con la stesura della prossima bozza di versione del regolamento, che sarà consegnata entro la fine dell’anno.

digital euro

Lo stato di avanzamento del progetto

Il 2025 sarà dunque l’anno decisivo per l’euro digitale: dopo la rivoluzione dell’unione monetaria del 2002, l’Eurozona si prepara a raggiungere un’unione anche…bluetooth.

Per approfondire l’argomento clicca qui.