Il numero uno è tornato. Novak Djokovic vince per la sesta volta a Roma e torna a conquistare un torneo dopo quasi duecento giorni. Fin qui il suo 2022 era stato avaro di vittorie, ma soprattutto di partite, iniziato con l’esclusione dagli Australian Open a gennaio per le note posizioni no-vax. Cinque mesi dopo, il serbo è ritornato il solito schiacciasassi con una condizione atletica sfavillante. La finale è stata senza storia, così come il torneo: nessun set concesso e avversari domati. 6-0 7-6 al greco Tsitsipas, fantasma nel primo parziale e sprecone nel secondo. Djokovic, a quasi 35 anni, diventa il più vecchio vincitore agli Internazionali d’Italia nell’Era Open. Proprio al Foro Italico il serbo ha vinto la sua millesima partita in carriera, arrivando a 1001 nell’ultimo atto. Nel femminile è arrivato l’ennesimo trionfo di Iga Swiatek. La numero uno del mondo si riconferma campionessa a un anno di distanza. La finale è stata senza storia: 6-2 6-2 alla talentuosa tunisina Jabeur. Per la ventenne polacca si tratta della ventottesima vittoria consecutiva e del quinto torneo stagionale.

L’edizione 2022 degli Internazionali sarà sicuramente ricordata per il ritorno del pubblico: 230 mila persone durante i giorni del torneo

L’edizione 2022 degli Internazionali sarà sicuramente ricordata per il ritorno del pubblico. Gli appassionati di tennis hanno riempito il Foro Italico con il loro tifo caloroso e hanno stabilito il nuovo record di presenze: 230 mila persone durante i giorni del torneo. Numeri che hanno fatto esultare anche il presidente della Federazione Italiana Tennis Angelo Binaghi che, però, ha trovato il modo di attaccare Giovanni Malagò: “Il presidente del Coni ha prima cercato di non far giocare Djokovic, poi non voleva che ci fossero russi e bielorussi. Ha cercato di indirizzare il Governo verso una decisione che avrebbe avuto una serie di conseguenze, dallo sciopero dei giocatori alla possibile revoca del torneo”.

Forse ci si aspettava qualcosa in più dal tennis italiano? Il miglior risultato è stato il quarto di finale di Jannik Sinner, sconfitto proprio dal finalista Tsitsipas. Secondo Elena Pero, giornalista e telecronista di Sky Sport, «ci si aspettava di più, però alla fine non c’erano Berrettini e Musetti e non c’erano neanche così tanti giocatori di seconda fascia, ma esperti come accadeva negli anni scorsi. L’unico che aveva davvero una chance era Sinner che infatti ha vinto le partite che doveva vincere. Però, sostanzialmente, abbiamo avuto quello che si poteva avere».

Il secondo turno tra Sinner e Fognini è stato un passaggio di consegne?

«Non direi: è presto. Fognini sembra che abbia ancora voglia di giocare, anzi l’avvento di questi ragazzi sembra che lo motivi ancora di più».

Dopo la convincente vittoria a Roma, Djokovic è il favorito per il Roland Garros?

«Finché non abbiamo idee chiare sulle condizioni fisiche di Nadal, è lui il favorito. Non è una sorpresa che sia ritornato quello di prima. Già la scorsa settimana a Madrid aveva giocato molto bene e aveva ritrovato una buona condizione fisica. A Roma ha avuto dei buchi, ma li avuti sempre quando era in vantaggio: non ha mai pagato questi passaggi a vuoto».

Nel circuito femminile invece domina Iga Swiatek, c’è qualcuno che può fermarla?

«Purtroppo no, sta dominando con l’assenza quasi totale di una concorrenza qualificata. E’ comunque un bene che il circuito femminile abbia una grande giocatrice in cui identificarsi, anche se con il ritiro di Ashleigh Barty c’è un po’ di vuoto. La sua scelta è stata dolorosissima per il tennis. La Swiatek è giovane, gioca bene, ma intorno a lei il panorama è desolante».

Qual è l’immagine di questa edizione degli Internazionali?

«Il pubblico, gli spalti pieni, la gente che ha voglia di tennis e di sport, di condividere e di stare insieme. Tutto questo, dopo l’edizione 2020 giocata in autunno a porte chiuse e quella dell’anno scorso giocata a porte parzialmente aperte solo negli ultimi giorni di gara».