L’intelligenza artificiale è uno dei temi più caldi del nostro tempo, in grado di accendere dibattiti e dividere l’opinione pubblica. C’è chi la considera un “demone” moderno, pronta a soffocare la creatività e a sottrarre posti di lavoro, e chi invece la ritiene uno strumento irrinunciabile, sempre più centrale per il progresso della società. Di questi dilemmi e delle sfide che l’AI ci pone si è discusso durante il panel organizzato a Milano, in Cascina Nascosta, sede dell’associazione Mare Culturale Urbano insieme a Orizzonti Politici.
Questo è il secondo appuntamento del ciclo di incontri “Come i media costruiscono la narrazione della realtà”, che ha messo insieme un folto gruppo di esperti per esplorare i rischi e le opportunità di questa rivoluzione tecnologica. Si tratta di un’occasione per guardare oltre gli stereotipi e riflettere sul ruolo che vogliamo dare all’intelligenza artificiale nella nostra quotidianità e nel nostro futuro. In particolare, sono stati approfonditi i rischi e le potenzialità che l’AI offre quotidianamente, attraverso un approccio multidisciplinare che ha abbracciato aspetti sociologici, scientifici e giuridici.
Il confine tra opportunità e rischi è sottile e, talvolta, impercettibile. Da un lato, l’intelligenza artificiale, con i suoi algoritmi, consente all’uomo di risparmiare tempo eliminando mansioni noiose e ripetitive, sostituendolo nella gestione di compiti a basso valore aggiunto; dall’altro, rischia di “uccidere” metaforicamente la creatività. Un altro aspetto fondamentale è la straordinaria capacità di calcolo degli strumenti basati sull’intelligenza artificiale, che permette di elaborare quantità di dati enormemente superiori rispetto alle capacità della mente umana, nello stesso arco di tempo. Tuttavia, se da una parte questo consente di fornire informazioni in tempi rapidissimi, dall’altra, l’accelerazione delle decisioni può comportare conseguenze non sempre positive. Nel campo della produzione di contenuti, come immagini, video e note vocali, è essenziale prestare attenzione al rischio di diffusione di fake news. Durante l’incontro, è stato evidenziato come, negli ultimi anni, gruppi terroristici e attori politici abbiano utilizzato l’intelligenza artificiale per creare contenuti ingannevoli, distorcendo la realtà. Tra gli esempi citati, spicca il caso della foto elaborata con AI dove papa Francesco appariva indossare un piumino bianco di un brand molto famoso. Tra gli aspetti positivi, si è sottolineato l’impatto dell’AI nel settore finanziario e assicurativo, dove permette di rilevare frodi e analizzare i rischi in modo sofisticato. Analogamente, in ambito sanitario, l’intelligenza artificiale ha contribuito a migliorare significativamente la qualità della diagnostica.
Infine, sul piano etico, alcune applicazioni dell’AI sollevano interrogativi cruciali. Un esempio emblematico riguarda le piattaforme di streaming video, musicali o di e-commerce, che utilizzano algoritmi avanzati per proporre raccomandazioni iper personalizzate basate sui gusti degli utenti. Queste tecnologie, sebbene utili, contribuiscono a tracciare profili sempre più dettagliati e precisi delle persone, sollevando importanti questioni legate alla privacy e al controllo dei dati.