L’India è una potenza indubitabile: Paese popolosissimo, dotato della bomba atomica e di una classe dirigente economicamente potente e politicamente influente, ha anche una classe di scienziati e lavoratori dell’hi-tech che l’hanno fatta diventare uno dei primi hub al mondo per lo sviluppo dell’AI. Allo stesso tempo, è diventata un laboratorio di odio e di hate speech contro ogni diversità che non sia la whelthy high class di Mumbai o Nuova Delhi, induista e sostenitrice del premier Narendra Modi, definito anche il Trump indiano. Le cronache del 2024, anno delle elezioni parlamentari in India, sono state rivelatrici. Per questo, il grande Paese dell’Asia meridionale, quest’anno, va tenuto davvero d’occhio.
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