Se nel 2019 c’è chi pensa che la terra sia piatta, c’è anche chi decide di passare qualche ora del fine settimana all’Agenzia spaziale italiana. Ciò è reso possibile da “Genius Loci”, il festival della scienza, dei suoi luoghi e dei suoi protagonisti, che si svolge a Roma dall’11 al 26 maggio 2019. «L’idea è racchiusa nel nome, “Genius loci”, dove abita il genio. «Il proposito è quello di portare le persone nei luoghi dove lavorano scienziati e ricercatori e di trovare delle forme di divulgazione scientifica accessibili a tutti»  Il proposito è quello di portare le persone nei luoghi dove lavorano scienziati e ricercatori e di trovare delle forme di divulgazione scientifica accessibili a tutti – ci spiega Laura Calderoni, curatrice del festival –  ad esempio la scienza coatta, uno spettacolo che usa il dialetto romanesco come vettore di divulgazione di divulgazione di contenuti scientifici».

Tantissimi gli appuntamenti, come l’esplorazione partecipata che ricostruirà, immaginandolo, il dispositivo scientifico che misurava un preciso calendario solare sfruttando la diversa altezza del sole nelle varie stagioni: l’Horologium Augusti. L’obelisco, ora collocato in Piazza Montecitorio. Oppure il tour tra la Roma dei «ragazzi di via Panisperna», i giovani fisici guidati da Enrico Fermi che nel 1934 arrivarono alla scoperta delle proprietà dei neuroni lenti dando avvio alla scuola di fisica Italiana.Questa è la seconda edizione del festival, Associazione Culturale Open City Roma.  Già l’anno scorso aveva destato molto interesse. Un successo dettato dalla sua programmazione variegata, che quest’anno va dalla visita alla redazione di National geographic al centro di Vulcanologia.

Ai tempi delle bufale scientifiche questo festival sembra essere uno dei possibili vaccini alla disinformazione . Ai tempi delle bufale scientifiche questo festival sembra essere uno dei possibili vaccini alla disinformazione. tumblr_inline_p9syr0SVO61vk7eff_1280

Per Calderoni, infatti, «il fine è far avvicinare le persone con chi lavora nel campo scientifico e ristabilire quel contatto e la fiducia per cui la scienza non sembra questa cosa astratta, gestita dalle multinazionali. Quando le persone vedono che ci sono persone che dedicano la loro vita a fare ricerca, cambia il loro atteggiamento».

A questo punto non ci resta che consigliare a qualche no-vax la passeggiata attraverso il quartiere Portuense per raccontare la storia del grande polo ospedaliero romano Spallanzani. Si avrà l’opportunità di accedere ad alcune strutture dell’IRCCS Spallanzani tra cui il Laboratorio di Virologia dove saranno illustrate le procedure di studio, conservazione e ricerca dei virus.