Yves Sintomer, politologo e sociologo francese del Centre Marc Bloch di Berlino e professore di scienze politiche all’Università di Parigi VIII, ha illustrato la crisi della rappresentanza e le nuove forme di partecipazione che stanno caratterizzando il panorama politico contemporaneo.

Durante il ciclo di incontri We the Power We the Media We the People della Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, il docente ed esperto di strategie comunicative nel mondo politico ha sottolineato l’incapacità dei partiti di porsi come tramite tra il Governo e i cittadini e la crescente sfiducia nelle istituzioni in generale.

Sintomer descrive tre scenari futuri possibili: la democrazia 4.0, la post-democrazia e l’autoritarismo.  In questo senso sarebbe esemplare l’esempio cinese: la maggiore potenza economica al mondo è un paese autoritario, definito “democrazia consuntiva”, dove il buon governo si distingue dalle libertà democratiche.

Nelle condizioni di globalizzazione finanziaria in cui viviamo, l’evoluzione post-democratica implicherebbe che le decisioni principali vengano prese nei mercati e nei centri di potere tecnocratici, invece che durante le sedute politiche.

Una democrazia 4.0 è invece quella che, come recentemente accaduto in Irlanda, sostituisce la democrazia rappresentativa elettorale con un sistema di sorteggio o di deliberazione online, per la quale però non ci sono ancora tecnologie sufficienti.

Secondo quanto emerge dalla diagnosi di Sintomer, la modernizzazione partecipativa e la salvaguardia dell’ecosistema, attraverso uno sviluppo economico sostenibile, saranno i diritti da garantire alle generazioni future.

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