«La nostra interpretazione di Made in Italy basa le proprie radici sull’artigianalità» esordisce Salvatore Ponzo, architetto ed exhibition designer tra i fondatori di FORO Studio e docente di New Materials Technology in NABA. «Negli anni siamo riusciti ad intessere legami con diverse realtà che lavorano e producono sul territorio italiano e, per questo, uno dei nostri obiettivi è cercare di rimarcare la professionalità di queste realtà nei nostri progetti, anche quando si sviluppano all’estero». FORO Studio è prima di tutto un concetto basato su un approccio multidisciplinare, nato da un’idea condivisa da parte di professionisti del settore tra cui: Giuseppe Ponzo, direttore generale, Alessandro Pennesi, product e set designer e appunto Salvatore Ponzo. Con grande sensibilità i co-founder – anche attraverso i collaboratori che hanno reso e rendono fattibili le iniziative che seguono – si muove nel presente realizzando progetti non convenzionali, sospesi tra realtà e visione.

Dal 2014 lo studio si occupa di interior design, brand identity, product e graphic design, ma – nonostante l’anima su cui si fonda sia rimasta la stessa – il percorso evolutivo di FORO Studio ha seguito una strada che lo ha condotto verso una realtà ibrida che si è consolidata e che oggi è riconosciuta in Italia e all’estero. «Nel corso degli anni i clienti ci hanno spesso chiesto di andare oltre il nostro campo d’azione iniziale – ovvero quello dell’interior design – proprio perché spesso sono i progetti stessi ad ispirare delle modifiche alla brand identity» prosegue. «E così siamo diventati anche direttori artistici, proprio per riuscire a raccontare qualcosa che potesse andare oltre il semplice sviluppo del progetto spaziale». Insomma, nuove parole chiave e nuovi valori da poter aggiungere e implementare: è così che la realtà ibrida si è consolidata.

FORO STUDIO, APART

FORO Studio, Apart

Un aspetto che Ponzo tiene a rimarcare è legato anche e soprattutto allo studio e alla selezione dei colori, dei materiali e delle finiture.«Il CMF design è una traduzione della brand identity e non è altro che la trasposizione fisica di ciò che viene raccontato in digitale. Con gli anni inoltre, abbiamo rafforzato la nostra identità perché per noi è importante non perdere i valori che appartengono alla nostra tradizione ma puntiamo a far sì che il nostro approccio si intrecci con le idee e le richieste del cliente». In un mercato ibrido come quello internazionale è fondamentale portare le propria professionalità ma è altresì importante riconoscere e rispettare le specificità di ogni contesto e questo perché «culture diverse hanno approcci diversi. Non accade di rado infatti che il concept di un progetto, che ha una radice di partenza, dopo mesi o a volte addirittura anni cambi forma. I clienti, soprattutto all’estero, condividono e rispettano molto la nostra visione».

Quando si lavora con un brand – come spesso accade per FORO Studio -, bisogna ricordarsi però che le identità forti all’interno del progetto sono due: quella del progettista e quella della realtà che si sta raccontando, sia essa locale o straniera. «L’obiettivo finale in entrambi i casi è riuscire ad amalgamare le identità e, per trovare la ricetta equilibrata, nel processo di ideazione e poi formazione è fondamentale l’ascolto, il dialogo e la comprensione tra noi e i nostri clienti». In tal senso, un’altro aspetto che Ponzo tiene a sottolineare è l’emotività perché il processo creativo ne è ampiamente influenzato: «quando parlo di CMF parlo proprio di questo. Spesso non ci rendiamo conto che toccare, sfiorare un materiale, ascoltare il rumore che produce quel materiale evoca in noi delle emozioni perché esso racconta una storia ed è giusto rispettarla così come  è giusto comprendere la sensazione che esso suscita nel cliente. All’estero il nostro Made in Italy non solo è riconosciuto ma è anche sinonimo di certezza e al tempo stesso innovazione».

FORO Studio, Ballard&Fant

FORO Studio, Ballard&Fant

In questo senso Milano, riconosciuta come la capitale del design a livello globale, ha contribuito alla crescita e all’identità di FORO studio, accompagnandolo nel suo percorso evolutivo. La città è una fucina creativa, è uno spazio che nutre le idee: «Milano è quella realtà che, prima di tutto, ci ha formato e che ci ha permesso di conoscere una serie di ambienti: gallerie d’arte, fiere, atelier. Ci ha introdotto alla sperimentazione progettuale e soprattutto ci ha permesso di entrare in contatto con il mondo perché è una città davvero aperta al panorama internazionale e lo si vede, per esempio, con il Salone del Mobile». Secondo la visione di FORO Studio infatti,il Made in Italy non si deve fermare al territorio nazionale, deve essere esportato. «La Design week agevola questo processo perché è un momento che ci permette di entrare in contatto con molte realtà straniere che raggiungono la città meneghina per partecipare ad uno degli eventi più importanti a livello globale quando si parla di design».

Tra i progetti dello studio più riconosciuti a livello internazionale e che Ponzo ha scelto di citare: Parah Boutique. «Questo è un progetto a cui sono molto affezionato perché è il primo che ha ricevuto una serie di premi di prestigio nel panorama del design come l’iF Design Award, il German Design Award e il BigSEE Interior Design Award nel 2019. Per noi sono state importanti soprattutto le valutazioni dei giudici perché hanno compreso il nostro approccio, hanno premiato la cura del dettaglio e la cura nel rapporto con il cliente perché hanno capito quanto per noi sia importante fare uno studio approfondito non soltanto delle loro richieste ma anche delle loro storie».