Un governo per Natale. Dopo dieci giorni di trattative tutte in salita, è stata appena annunciata la squadra dei ministri guidata da Francois Bayrou che su X si è detto ‘fiero” di questo ”collettivo d’esperienza per riconciliare e ripristinare la fiducia di tutti i francesi”, dopo i mesi caotici seguiti alla decisione del presidente Emmanuel Macron di sciogliere il parlamento.
La nomina di due ministri di area socialdemocratica, François Rebsamen (Pianificazione territoriale) e Juliette Méadel (Politiche urbane), non sembra soddisfare il cartello di sinistra, Nouveau Front Populaire (Nfp), che già nei giorni scorsi aveva scartato l’ipotesi di aderire al nuovo esecutivo a vocazione bipartisan.
Tra i big del nuovo esecutivo, Elisabeth Borne prende le redini dell’Istruzione mentre Valls (al dicastero per i Territori d’Oltremare) fa il suo grande ritorno nella politica francese – dopo gli anni passati a Barcellona dove tentò la corsa a sindaco – con un dossier esplosivo: l’emergenza della situazione a Mayotte, dopo il passaggio dell’uragano Chido (proprio oggi la Francia ha celebrato il lutto nazionale) nonché il rompicapo della Nuova Caledonia.
A tre mesi dalla sua uscita dal ministero dell’Interno, Darmanin viene indicato al ministero della Giustizia di Place Vendome, posto inizialmente proposto al governatore della regione Hauts-de-France, il navigatissimo esponente ella destra moderata Xavier Bertrand, che però poco prima degli annunci ministeriali ha fatto sapere di non voler entrare in un esecutivo composto a suo parere ”con l’avallo di Marine Le Pen”.
Al ministero dell’Economia, al posto di Antoine Armand, è stato scelto un outsider della politica, Eric Lombard, finora direttore della Cassa Depositi e Prestiti di Parigi nonché numero uno di Generali France. Una nomina di alto profilo tecnico per contribuire alla rapida adozione della Legge di Bilancio 2025 – teoricamente nei primi mesi dell’anno nuovo – e rassicurare partner europei e mercati finanziari sui disastrati conti pubblici della République. Il governo Bayrou comprende inoltre 19 ministri riconfermati rispetto al precedente esecutivo sfiduciato di Michel Barnier, tra cui Sébastien Lecornu (Difesa), Jean-Noël Barrot (Esteri), Annie Genevard (Agricoltura), Rachida Dati (Cultura), Astrid Panosyan-Bouvet (Lavoro e Occupazione) e Valérie Létard (Alloggio).
Si tratta di una sorta di ‘ritorno al futuro’?, hanno chiesto i giornalisti di BfmTv a Bayrou. “Questo governo è il futuro”, ha assicurato il primo ministro. Designato il 13 dicembre da Emmanuel Macron, Bayrou si era impegnato a formare la nuova squadra prima di Natale. Il segretario generale dell’Eliseo, Alexi Kohler, ha riferito che il primo consiglio dei ministri è stato fissato per il 3 gennaio. Bayrou, che dovrebbe pronunciare il suo discorso di politica generale il 14 dinanzi al Parlamento, è il sesto capo del governo dalla prima elezione di Macron all’Eliseo nel 2017, e il quarto per il solo 2024. Segno, quest’ultimo, di un’instabilità politica piuttosto inedita per la Francia e che il Paese non viveva dai tempi della Quarta Repubblica.
In questi servizi, ripercorriamo il mese di dicembre, costellato per la Francia da una crisi politica e istituzionale senza precedenti, dalla faglia costituita dalla legge di bilancio e dal restyling della cattedrale di Notre-Dame che, però, non tranquillizza i cittadini francesi, soprattutto i più giovani.
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