“Ora parliamo di tecnologia e AI tutti i giorni, sette anni fa c’era molta meno consapevolezza” dice Chris Wylie ai nostri microfoni. Chris è stato un whistleblower dello scandalo di Cambridge Analitica uscito nel 2018 ed è presente a Perugia, al Festival Internazionale del Giornalismo, per mettere in guardia la nostra categoria dai pericoli che arrivano dalla Silicon Valley.
Nel panel a cui era presente, Captured: how Silicon Valley’s AI emperors are reshaping reality, ha spiegato come i vari CEO delle aziende presenti sul territorio californiano vogliono cambiare il nostro stile di vita: “Dio non ha creato l’uomo, Dio verrà creato nei server della Silicon Valley” dice riportando le dichiarazioni di alcuni tycoons. Altri invece vorrebbero creare una connessione tra la mente umana e la mente artificiale, creando così un mondo iperconnesso e standardizzato. Beh, sicuramente le masse sarebbero molto più facili da controllare e non ci sarebbe più bisogno dello stato democratico in senso stretto. A dire il vero cadrebbe proprio il concetto di nazione, costringendo il mondo intero ad essere governato e dominato dai pochi imprenditori che hanno puntato sullo sviluppo tecnologico. A un certo punto Chris elabora un interessante paragone tra quello che è stato l’aiuto del movimento futurista per i fascismi e l’impennata del progresso tecnologico in relazione alla “primavera” delle destre nel mondo: “L’abbiamo visto con Mussolini che si è servito del manifesto elaborato da Marinetti per confermare il suo potere in Italia. In un certo senso anche Trump si è servito di Musk, un illuminato della Silicon Valley, per guadagnare ancora più consensi nella sua campagna elettorale”.
Nel suo progetto podcast Captured, Chris riporta molte conversazioni che ha avuto lo scorso anno a Dubai. Nello specifico si trovava ad un Crypto bros party, come lo chiama lui. In parole povere si è trovato in un lussuoso festino pieno di imprenditori, molti dei quali provenienti dalla Silicon Valley e “guru” delle nuove tecnologie. Tra questi c’era anche Bryan Johnson: ne avrete sentito sicuramente parlare sul web per le sue assurde sentenze, la più famosa è che stia investendo in tecnologie che gli possano permettere di vivere in eterno.
“È vero: queste persone dicono cose assurde, ma hanno i miliardi. Non li prendiamo molto seriamente ma dovremmo iniziare a pensare che non stiano scherzando” dice Chris durante il panel. Si rivolge soprattutto a noi, soprattutto ai giornalisti. La prima cosa che ci passa per la testa, dunque, è questa: se questi imprenditori non hanno un freno ed è la legge che dovrebbe regolamentare le loro iniziative, cosa possono fare i giornalisti? “Credo che il ruolo dei giornalisti non sia solo quello di riportare fatti e mostrare la verità alle persone. È anche quello di mettere insieme le cose in una storia che la gente possa capire” dice Chris ai nostri microfoni. “Ci sono molti argomenti nell’IA e nella tecnologia che sono difficili da capire per le persone” prosegue. “Il ruolo dei giornalisti, secondo me, è quello di renderli accessibili alle persone, di raccontare le storie, storie umane, di far capire cosa sta accadendo loro, ma anche di mostrare che hanno la possibilità di agire e di lottare per il futuro che vogliono”.
La posizione di Chris Wylie, dunque, è chiara: il giornalismo può frenare i fanatismi di un mondo sempre più tecnologico.