Il Coronavirus è entrato nelle carceri della Lombardia, come era prevedibile. Sono risultati positivi ai test due detenuti nell’istituto penitenziario di Pavia, uno in quello di Voghera (PV) e un altro a San Vittore, anche se il direttore del carcere assicura che il giovane, un 19enne ghanese, ha contratto il virus all’esterno dell’istituto, nel quale non è presente dallo scorso dicembre. Già un caso era stato accertato nell’istituto Sant’Anna di Modena, dove circa 10 giorni fa è scoppiata la rivolta che ha portato a 9 morti, per cause ancora tutte da chiarire. <“Ma c’è anche un altro virus che vive, alberga, prospera nelle carceri italiane da almeno 15, 20 anni”, spiega l’avvocato Luca Bauccio, uno dei penalisti più noti di Milano, soprattutto da quando ha vinto contro la Cia la famosa sentenza sul caso Obu Omar, più noto come l’ex imam della moschea di viale Jenner.
Avvocato Bauccio, a che cosa si riferisce?
Mi riferisco al virus del sovraffollamento. Nelle carceri non ci sono posti letto, non c’è igiene, non c’è controllo, non c’è umanità. In celle fatte per ospitare due o tre detenuti, ce ne stanno otto. Non possiamo proteggere la salute di queste persone finché queste sono le condizioni. Ma nessuno si è mai fatto carico di questo problema, sebbene i suicidi dovuti al sovraffollamento siano tanti ogni anno. Questo Paese ha completamente rimosso il tema dei diritti dei detenuti.
Come mai non c’è stata nessuna risposta dalla politica, nonostante l’Italia sia stata condannata dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo per il sovraffollamento delle carceri?
Perché occuparsi seriamente di questi problemi è controproducente per le elezioni future.Il carcere è considerato il luogo del male e quindi diviene il luogo dell’esorcismo, dell’espiazione collettiva.
Lei crede che le rivolte scoppiate nelle carceri fossero realmente dovute al decreto che ha limitato i colloqui con familiari e avvocati?
Lei non impazzirebbe se, durante un epidemia, fosse costretto a vivere con altre sei o sette persone in una cella di tre metri per quattro? Si è parlato tanto del decreto, ma io penso che il vero motivo sia questo.Quando scoppia un’emergenza del genere, è evidente che in carceri in cui le persone vivono stipate questo problema esplode.
L’avvocato Luca Bauccio: “Nelle carceri non ci sono posti letto, non c’è igiene, non c’è controllo, non c’è umanità. Qi bisognerebbe combattere il virus del sovraffollamento”
Quindi il decreto non c’entra?
Ripeto, ciò che abbiamo visto durante le proteste, lungi dall’essere giustificato, perché non possiamo giustificare la violenza, va contestualizzato nel modo giusto.La salute dei carcerati è minacciata da sempre, perché vengono fatti vivere come topi, in luoghi sporchi, fetidi e sovraffollati e dove la rieducazione non è presente neanche come simulacro, nemmeno come cadavere. Non parlare di questo sarebbe non dire la verità. Sarebbe fare un torto a quei detenuti che da anni lottano per avere condizioni di vita umane e a quegli agenti di polizia penitenziaria che si battono per indulto e amnistia.
Durante le rivolte hanno perso la vita dei detenuti, per cause ancora ignote.
Otto o nove morti in un carcere non fanno nessuna notizia, nessun effetto. Non sappiamo come si chiamino, chi siano, quanti anni avessero. Non si sa se siano morti per aver dato vita alla rivolta, se ci siano stati trascinati dentro. Magari erano persone che stavano per scontare la pena oppure in attesa di giudizio. Un giudizio che avrebbe potuto restituirle innocenti. Non si conoscono le loro facce, le loro storie, nessuno ha pensato alle loro famiglie. Non se ne parla già più, è un problema rimosso. Sono soltanto detenuti, nove in meno. È questo il vero virus che noi abbiamo e dal quale non riusciamo a guarire.