È il giugno del 1945. Siamo a Milano in via Unione. La città si sta trasformando in un centro di raccolta per le anime che sono riuscite a salvarsi dalla guerra. I nonni cercano i nipoti, le madri i figli nel disperato tentativo di vedere ancora una volta la propria famiglia unita. Per aiutare i sopravvissuti in questa estenuante ricerca, Raffaele Cantoni e Gualtiero Morpurgo fondano il “Bollettino”: un foglio su cui vengono pubblicati i nomi di tutti quegli ebrei che sono fuggiti dai campi di concentramento e di lavoro e che hanno trovato un rifugio sicuro in Italia.
Dopo quasi 78 anni dalla sua fondazione, il “Bollettino” è uno dei giornali più longevi dell’ebraismo italiano. «Oggi i media della comunità ebraica di Milano hanno il mensile cartaceo che si chiama “Bet Magzine” e il sito “Mosaico”» spiega Fiona Diwan la direttrice della testata dal 2009. Bet in ebraico vuol dire casa e la traduzione di Bereshit è nuovo inizio. Un significato che rappresenta l’aggiornamento della comunicazione ebraica. Nella pagina web “Mosaico” vengono pubblicati articoli sull’attualità, la cronaca e gli
eventi in città dedicati alla comunità. «Ci occupiamo anche di controinformazione, fornendo agli utenti notizie su Israele che sono al di fuori del flusso continuo dell’informazione online – approfondisce Fiona Diwan –. Per venerdì 27 gennaio, Giornata della Memoria abbiamo pubblicato il calendario di tutti gli appuntamenti che si svolgeranno nel corso della giornata, approfondendo anche il dibattito sul senso di questa manifestazione al giorno d’oggi. Il nostro dovere giornalistico è quello di informare a tutti i livelli». Proprio per questo motivo, “Bet Magzine” ha aperto anche dei profili su Facebook e Twitter non solo per informare, ma per fornire degli strumenti e raccontare chi sono gli ebrei al pubblico. L’utenza è anche non ebraica, perché molti sono curiosi e manifestano interesse nel conoscere questo mondo. «Sui social spesso abbiamo interventi, domande a volte polemiche, ma mai offensive. Forniamo spiegazioni e strumenti anche rispetto al pregiudizio antiebraico. Nostro dovere è curare le parole malate, perché dobbiamo prendercene cura come gli esseri umani» ci tiene a far presente la direttrice della testata.
“Bet Magzine” è stato fin dall’inizio lo specchio dello sviluppo e delle trasformazioni della comunità ebraica milanese. Un mosaico di culture, religioni e storie. Una società multietnica nata molto prima che la globalizzazione bussasse alle porte delle nostre case. «Un giornale in fin dei conti che cos’è? È il teatro della rappresentazione che vogliamo dare di noi stessi agli altri, ma rappresenta anche il sismografo di una realtà sociale di cui gli ebrei sono un termometro. Ebraismo e minoranze viste come lo specchio della salute di una società civile» «Un giornale in fin dei conti che cos’è? È il teatro della rappresentazione che vogliamo dare di noi stessi agli altri, ma rappresenta anche il sismografo di una realtà sociale di cui gli ebrei sono un termometro. Ebraismo e minoranze viste come lo specchio della salute di una società civile» continua Fiona Diwan. Il sito del giornale ebraico più antico d’Italia presenta un’ampia offerta di argomenti, tra cui il dialogo interreligioso. Un confronto e uno scambio tra l’ebraismo, il cattolicesimo e l’islam. La direttrice affronta anche un altro tema: «il monitoraggio della situazione dell’antisemitismo in Europa. Abbiamo seguito da vicino le vicende di Charlie Hebdo a Parigi e i boicottaggi nelle università inglesi, dove gli studenti ebrei vengono minacciati e non hanno diritto di parola in quanto appartenenti alla comunità. C’è una forte risurrezione di questo pregiudizio e noi continuiamo a monitorare la situazione da giornalisti e non da istituto di ricerca».
“Mosaico” è una realtà in continuo movimento e aggiornamento. Per il nuovo anno sono tanti i progetti e le idee per informare, approfondire e far conoscere a un pubblico sempre più ampio il mondo ebraico. Fiona Diwan ci ha raccontato quali saranno i prossimi obiettivi della redazione: «vogliamo ampliare la nostra presenza sui social, aprendo un profilo Instagram. Continueremo a pubblicare nuove puntate dei podcast dedicati alle storie di personaggi di cultura ebraica come Einstein, Zuckerberg, Rita Levi Montalcini e Amy Winehouse. Aggiungeremo altri contenuti alla sezione del sito dedicata alla cucina ebraica, perché da tutta Italia, ebrei e non, ci scrivono per avere le nostre ricette. Infine, il progetto più grande è quello di rendere la comunità ebraica in Italia più consapevole delle proprie radici culturali».
