A Paderno Dugnano due fratelli di 67 e 63 anni, insieme al nipote venticinquenne, avevano adibito un bunker a centro di produzione ed essiccazione di cannabis: terrari in vasche di cemento, impianti di irrigazione automatica, lampade alogene per il riscaldamento e zone per il confezionamento. Colti in flagranza di reato, sono stati arrestati per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente e detenzione abusiva di armi da fuoco.

A incastrare i tre uomini, tutti incensurati, sono stati i militari del nucleo investigativo di Sesto San Giovanni: a seguito di segnalazioni di forte odore di marijuana sulla tangenziale Nord, vicino Paderno Dugnano, avevano iniziato un’attività di osservazione e accertamenti nella zona, fino a individuare un fondo agricolo sospetto in via delle Baraggiole. Il terreno, di proprietà dei fratelli, era un vecchio capannone sede della loro azienda edile. Negli ultimi anni, a seguito di una crisi dettata dalla pandemia, la ditta era entrata in crisi e gli uomini avevano deciso di dedicarsi all’agricoltura. Nel corso della perquisizione, i Carabinieri hanno scoperto, all’interno di un capanno, una botola nascosta dalla quale si accedeva al locale sotterraneo. Nel bunker c’erano 25 chili di marijuana ripartiti in cinquanta involucri sottovuoto, materiale per il confezionamento e 370 euro in contanti. Vi erano anche una pistola con matricola abrasa con cartucce, canne mozzate di un fucile, una carabina ad aria compressa e tre coltelli a serramanico. Sono state, inoltre, perquisite le abitazioni, in una delle quali sono state trovate una pistola, un silenziatore, alcune cartucce, un chilo di marjuana, bilancini elettronici, una macchina per sottovuoto e oltre 57mila euro in contanti. L’intero fondo agricolo e tutto il bottino sono stati posti sotto sequestro e i tre uomini arrestati e condotti al carcere di Monza. Le indagini proseguono per verificare che dietro la famiglia, incensurata e “insospettabile”, non ci sia qualcun altro.

La Lombardia è la prima regione in Italia per numero di operazioni antidroga e sequestri: tra le sostanze stupefacenti più diffuse c’è, al primo posto, la marijuana. Si stima che il 13% dei residenti nella regione faccia uso, anche solo saltuariamente, di droghe e che la metà dei consumatori abbia tra i 16 e in 24 anni. A seguito della pandemia, il giro di spaccio è cresciuto rapidamente e in un anno la quantità di merce sequestrata è aumentata del 113%.

Video della perquisizione del fondo agricolo: