Il 7 febbraio 2023 e’ il Safer internet day, giornata mondiale per la sicurezza in rete, dedicata alla tutela dei bambini e degli adolescenti affinché possano fare un utilizzo responsabile di internet. Telefono azzurro e Doxa Kids hanno presentato un rapporto nel quale il 50% dei ragazzi nell’età compresa tra i 12 e i 18 anni dichiara di trascorrere dalle due alle tre ore al giorno sui social. Mentre il 14% trascorre dalle 4 alle 6 ore giornaliere e il 4% più di 6 ore. Infine il 3% risulta essere sempre connesso. Il dato più preoccupante è significativo vede il 27% dei ragazzi nel range di età dai 15 ai 18 anni soffrire di ansia e agitazione quando non utilizzano i social. Tra gli intervistati oltre il 70% ha il timore che i dati condivisi vengano utilizzati senza il loro consenso, mentre il 65% ha paura di essere contattato adulti sconosciuti. Questa percentuale sale al 70% per le ragazze e i giovani tra i 12 e i 14 anni. Ma non sono solo queste le paure degli adolescenti: ci sono anche il bullismo, la condivisione eccessiva di dati personali, la visione di contenuti violenti o sessualmente espliciti.

Quando è nato il safer internet day?

Finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del progetto SafeBorders ad inizio 2004, questo giorno è stato ripreso l’anno successivo da Insafe, il network europeo dei centri nazionali per la sicurezza in rete. Oggi, sono duecento i Paesi e i territori del mondo in cui viene celebrato grazie al sostegno della commissione UE. In Italia ne è responsabile il progetto Safe Internet Centre – Generazioni connesse, coordinato dal Ministero dell’istruzione e del merito. “Serve una condivisione seria e profonda di competenze, idee e investimenti che veda protagoniste le Istruzioni, le agenzie educative, le famiglie e il network di soggetti che si occupano di tutela dell’infanzia a livello internazionale” sono state le parole di Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro a proposito della giornata.

Un’iniziativa interessante è quella di Generazioni Connesse che, a partire dal 2014, ha presentato un vademecum pensato  per genitori insegnanti e operatori. Una sorta di guida dedicata al cyberbullismo ai siti pro suicidio, pro anoressia, pro bulimia, ai videogiochi e al gioco d’azzardo online. Ma anche alla pedopornografia e all’adescamento online. “È importante promuovere percorsi di sensibilizzazione rivolti ai genitori – spiega Raffaella Milano, direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children Italia – così come integrare nei programmi scolastici l’educazione all’affettività e una formazione specifica per docenti e studenti sull’utilizzo responsabile ed etico degli strumenti digitali anche nelle relazioni di coppia”.

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