È stata la giornata più calda del 2022 italiano, ma in piazza Duomo a Milano lo è stata un po’ di più. Dopo due anni di stop forzato, il Concerto di Radio Italia è tornato ad animare Milano riunendo quasi 20mila spettatori, tralasciando coloro che sono rimasti fuori dal perimetro della piazza. Quaranta anni festeggiati con quindici artisti, poi divenuti quattordici per il forfait all’ultimo di Marracash.

La musica live di queste proporzioni, col sudore, le pelli rosse per il sole preso dalle 9 della mattina, la solidarietà che fa sembrare una bottiglietta d’acqua da mezzo litro sufficiente per essere condivisa tra cinque persone, era mancata. Tuttavia, la voglia di ascoltare, addirittura gratis, gli artisti che ci hanno accompagnato durante gli anni pandemici e che solo pochissimi fortunati hanno potuto vedere dal vivo, ha vinto ogni esitazione, fine pandemia permettendo. La stessa sensazione l’hanno avuta gli artisti sul palco, soprattutto quelli che non hanno avuto la possibilità di organizzare all’ultimo momento delle date dopo la fine delle restrizioni di contatto con il pubblico ad aprile. Tra questi Irama ed Elisa, entrambi emozionatissimi e vicini alla commozione.

Pubblico delle grandi occasioni e artisti emozionatissimi: da Blanco a Gianni Morandi la musica italiana ritorna in piazza dal vivo dopo tre anni di pandemia

Il ritmo della serata, nonostante le quattro ore, non è mai scemato, frutto di una scaletta studiata ad hoc per far esplodere il pubblico sul finale. Sì, perché la sensazione è stata quella di una lunga sfilza di artisti di apertura per preparare il palco per la voce più attesa tra tutte. Ossia, il più giovane e il più ascoltato d’Italia, Blanco. La sua esibizione, la più scatenata e sentita, è stata resa ancora più speciale dalla chimica che il fresco vincitore di Sanremo ha con il pubblico. Perché Blanco è stato uno dei pochi a piombarsi oltre le transenne e a cercare il contatto fisico con i fan durante Notti in bianco. La sua attitudine è quella che più si avvicina all’immaginario del concerto rock, quella di cui maggiormente si è fatto a meno in questi ultimi anni, non solo per il reggiseno rosa che gli è stato lanciato sul palco.

Siamo partiti dalla fine per parlare di un festival della musica italiana più ascoltata che è iniziato con il sole e l’energia dei Pinguini Tattici Nucleari e si è concluso con le luci del palco ad illuminare le guglie del Duomo. Nel mezzo i colori più svariati, dalla giacca a scacchi bianconeri di Ghali, che festeggia il compleanno con la piazza che intona “Tanti auguri”, ai ballerini che hanno sostenuto con amicizia e professionalità un Marco Mengoni infortunato. La stampella non ha frenato la sua voglia di esibirsi che lo ha spinto persino ad accennare qualche passo di danza: come rivelato ai due storici presentatori di Radio Italia Luca e Paolo, la sua speranza è quella di recuperare appieno per il concerto di San Siro in programma a giugno. Un’altra grande protagonista è stata Elodie che prima ha fatto cantare tutti i presenti con Bagno a mezzanotte e poi è tornata a sorpresa sul palco per il featuring con Rkomi LA CODA DEL DIAVOLO.

Ad esclusione di Blanco, di cui si è già scritto, gli altri due artisti più acclamati sono due cantanti agli antipodi. Con Sangiovanni, reduce dalla recente pubblicazione del suo primo album d’inediti, e idolo dei più giovani che gli hanno dedicato striscioni e fatto recapitare biglietti sul palco dai presentatori, è impossibile restare fermi tra Farfalle e Malibù. Il perfetto antipasto prima del gran finale. L’altro cantante a cui si accennava ha alle spalle sessanta anni di carriera: da Fatti mandare dalla mamma fino a Apri tutte le porte, Gianni Morandi ha fatto e continua a far cantare tutta l’Italia con una semplicità e una forza da essere sovrumano. Presentato da Luca e Paolo come un amico, è così che si pone col pubblico in piazza intonando C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones, alternando sorrisi e braccia larghe quasi a voler abbracciare tutta quella gente. Va forte, Gianni, come sempre. Quando canta il brano dell’ultimo Sanremo scritto da Jovanotti – tra l’altro ha di recente dichiarato che sarà ospite di quasi tutte le date del Jova Beach Party – sembra un ragazzino e, al termine del finale di Uno su mille, è quasi in lacrime. La sua energia è il più evidente manifesto della bellezza e dell’importanza del ritorno definitivo della musica live nelle piazze italiane. Finalmente.