E se scoprissi che tuo nonno è stato sospettato di terrorismo? Parker Higgins ha trovato un modo molto particolare di sfruttare il FOIA (Freedom of Information Act, la legge che consente l’accesso ai documenti pubblici, ndr): scoprire quanti cittadini sono stati spiati dall’FBI. Higgins, dopo aver lavorato per cinque anni all’Electronic Frontier Foundation, dove ha appreso che i file dei federali su una determinata persona, sono accessibili dopo la morte di questa, ha imparato a sfruttare le possibilità offerte dalla legge.

Di qui l’illuminazione: usare la pagina degli obituaries del New York Times per ricavare nomi di cui chiedere conto all’FBI. L’idea è diventata un progetto: FOIA The Dead, accessibile a tutti attraverso un link che lo stesso Higgins ha postato sul suo profilo Twitter. Higgins ha anche creato uno script attraverso il quale riesce ad inviare automaticamente richieste di accesso al FOIA per ogni personaggio pubblico defunto e finito nei necrologi del New York Times.

Dall’inizio del progetto sono state mandate più di 1300 richieste. «Lo scopo di questo progetto – spiega Higgins – è quello di scoprire i nomi di persone che nessuno si sarebbe aspettato che fossero sorvegliate dall’FBI». Molti dei file pubblicati su FOIA The Dead, riguardano soprattutto attivisti: «Se sei un attivista abbastanza famoso da essere citato sugli obituaries del New York Times, è probabile che l’FBI abbia un file su di te».

Il progetto è stato lanciato il primo marzo, lo stesso giorno in cui la polizia federale ha smesso di ricevere le richieste del FOIA via email. Higgins dunque ha dovuto inventarsi un nuovo stratagemma per accedere ai dati: inviare le richieste di accesso attraverso il portale E-FOIA. Uno strumento che – pur funzionando bene – secondo Higgins non è in grado di ricevere richieste automatizzate come quelle inviate via mail.

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