Quanto è importante il tema dei confini nel voto americano? La migrazione dal Messico è uno degli argomenti caldi della campagna presidenziale più violenta e aggressiva degli ultimi anni. Sonja Peteranderl, fondatrice di BuzzingCities Labs e del Favelawatchblog e redattrice di Wired Germany, risponde sul peso che la migrazione, i confini e soprattutto la questione messicana hanno nella campagna elettorale per le presidenziali Usa del 2016. La Peterandel si occupa da anni della comunità dei Latinos e di tutte le implicazioni della migrazione nel continente americano su politica, economia, guerre della droga. Ha una lunga esperienza come freelance per Spiegel, Zeit Online, Stern Online, Tagesspiegel.
Come descriverebbe il fenomeno della migrazione dal Messico agli Usa? Quale sogno americano inseguono coloro che lasciano le loro case alla ricerca di un nuovo futuro?
La comunità latina negli Usa è vasta e diversa così come lo sono le ragioni individuali della migrazione. In generale i migranti sperano di raggiungere una vita migliore, opportunità, occupazione e spesso anche una educazione più elevata per i loro figli. In alcune regioni del Messico i cittadini sono anche costretti a lasciare le loro case per fuggire da conflitti armati legati alla guerra della droga e da alti livelli di insicurezza e povertà. Molti migranti seguono membri della famiglia o amici che vivono già negli Usa. I messicani rappresentano la comunità nazionale più vasta di immigrati stranieri negli Usa.
Quanto è rischioso tentare questo genere di migrazione?
In Messico, i messicani ma anche altri flussi di migranti provenienti dall’America Centrale, così come i nuovi arrivati provenienti da Haiti, affrontano estorsioni, rapimenti e forme di schiavitù del lavoro imposti da criminali, gangs e cartelli della droga, così come dalla polizia corrotta e da altre forze di sicurezza dello Stato. Le migranti vanno incontro a pericoli come stupri e tratta. A seconda del posto e della modalità con le quali passano il confine, i migranti devono anche sopportare dure condizioni ambientali attraversando il deserto. Raggiungere il lato statunitense del confine non significa necessariamente essere al sicuro: in alcune aree di confine gruppi militanti di cittadini americani fermano i migranti che avvistano nell’area di confine. Addirittura sparano loro contro.
Sono in molti coloro che restano delusi quando raggiungono una città statunitense e trovano quanto la realtà differisca dall’idea che ne avevano prima di partire?
Se i Latinos appena arrivati spesso trovano una comunità latina di supporto nelle città statunitensi, c’è anche da dire che ancora devono confrontarsi con sentimenti di anti-immigrazione, razzismo e con ridotte opzioni di carriera. Per i milioni di persone senza documenti (“sin papeles”), spesso lavoratori poco specializzati, le restrizioni americane hanno creato un mercato nero privo di sicurezza sociale e spesso caratterizzato da difficili condizioni di lavoro. I figli nati in Messico da migranti privi di documenti, che poi crescono negli Stati Uniti e si sentono cittadini statunitensi ma non hanno la cittadinanza degli Usa di frequente sono esclusi da occasioni di lavoro e da livelli superiori di educazione.“La diversità della comunità latina non è ben rappresentata nei media, nella politica e nelle altre sfere del potere”
Il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump rimarca la necessità di costruire un muro per impedire la migrazione. La sua narrazione, secondo cui ogni messicano è una minaccia potenziale alla sicurezza del tipico bianco americano del ceto medio, è davvero tanto accettata come sembra sui media?
La campagna di Trump è basata sulla descrizione degli immigrati messicani, ma anche di quelli di altre provenienze, come terroristi e criminali, per lucrare voti sulla paura. Si tratta di una posizione estremista e razzista. D’altra parte la discriminazione e il razzismo nei confronti degli immigrati messicani esistono ancora nella società statunitense e la diversità della comunità latina non è ben rappresentata nei media, nella politica e nelle altre sfere del potere.
Sulla piattaforma elettorale di Hillary Clinton si possono leggere le sue idee per migliorare le condizioni di vita della comunità latina. Crede che il voto ispanico giocherà davvero un ruolo chiave nello stabilire chi conquisterà la Casa Bianca?
Con 27 milioni di latinos idonei ai cast ballots (12 per cento di tutti i votanti idonei) siamo di fronte a un record storico. Nelle scorse votazioni l’affluenza degli elettori latini è sempre stata inferiore alle aspettative. Nonostante ciò, durante il periodo preparatorio alle elezioni del 2016 la campagna razzista di Trump ha anche attivato dei latinos che prima non erano politicizzati. Secondo il Pew Research Institute il 75 per cento dei latinos presenti negli Stati Uniti ha dichiarato di aver discusso le dichiarazioni di Trump con colleghi di lavoro, amici e famigliari. Alcuni gruppi costituiti anche da immigrati latini privi di documenti, e che quindi non hanno diritto a votare, hanno provato a convincere altri latinos a votare per Clinton anziché per Trump. Il reale impatto del “voto latino” dipenderà anche dall’affluenza degli elettori latini negli swing states, gli Stati in bilico, i più importanti campi di battaglia per le elezioni del 2016.