Ottime notizie per Mark Zuckerberg e i suoi azionisti, pessime per gli editori e i giornalisti. Facebook ha quasi triplicato i suoi profitti nel terzo trimestre del 2016, aggiudicandosi una fetta ancora più grande dell’ambita torta della pubblicità online. La società di Zuckerberg ha registrato un incremento del 59% annuo nei ricavi pubblicitari e il suo utile netto al 30 settembre 2016 è salito da 896 milioni a 2.4 miliardi di dollari. Questo aumento vertiginoso lo si spiega, in buona parte, con gli ingenti capitali investiti in advertising sul social network durante la campagna elettorale per le presidenziali USA. 

C’è un però. La crescita di Facebook coincide con la fuga degli investitori dai media tradizionali, che vedono i propri conti sempre più in rosso e sono costretti a tagliare l’organico redazionale, come è successo al Daily Mail, al Wall Street Journal, al Guardian e persino al New York Times. Questo perché Zuckerberg ha da offrire un pubblico iper-targettizzato, cosa impossibile per i colossi tradizionali che restano tagliati fuori. Infatti, ciò che interessa in particolar modo agli inserzionisti pubblicitari è lo spazio su smartphone: l’84%  degli annunci pubblicitari su Facebook è studiato per comparire da mobile, con un fatturato di 5,7 miliardi di dollari solo negli ultimi 90 giorni.

Mark Zuckerberg ha detto con entusiasmo  agli investitori: “Facebook è la nuova piazza e siamo orgogliosi del ruolo che abbiamo avuto nell’aumentare l’impegno civile dei nostri utenti”. 

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