Mettete insieme secoli di storia dell’arte, una scuola in difficoltà e un gruppo di persone disposte a mettersi in gioco. Ecco la ricetta di PIPPO non lo sa, una singolare iniziativa ideata dalla Libreria Spazio B**k di Milano (che quest’anno festeggia il suo primo compleanno) e la casa editrice Topipittori, specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi. Il gioco è semplice (QUI le regole): copiate l’opera d’arte che preferite e inviate tutto allo Spazio B**k. Con i disegni sarà allestita una mostra il 14 dicembre, durante la quale le opere saranno messe in vendita al prezzo di 5 euro l’una. L’incasso si trasformerà in un buono acquisto spendibile per acquistare libri che arricchiranno la biblioteca della scuola per l’infanzia di Via Rovetta (quartiere Turro) che, con i suoi 250 bambini, è uno degli asili milanesi col più alto tasso di alunni di origine straniera.

«È una scuola pubblica che conosciamo e di cui ci fidiamo», spiega Diletta Colombo, proprietaria insieme a Chiara Bottani dello Spazio B**K. «Qui – continua – lavorano educatori che fanno un ottimo lavoro con i bambini, in particolare la maestra Ada Colombi, che per noi è un vero e proprio riferimento creativo». Una ricca biblioteca scolastica è importantissima anche in età prescolare, puntualizza Colombo: «I primi libri che i bambini leggono sono tutti senza parole e l’immagine ha un potere di intuizione molto forte. Gli alunni di origine straniera, inoltre, in questo modo riescono fare esperienze creative senza incontrare la barriera linguistica».

Disegnare, è il presupposto di questa iniziativa, è divertente e a tutti è permesso giocare con l’arte. Anche da grandi, e anche se non si è artisti, illustratori o pittori. «Vogliamo coinvolgere persone diverse, di età e appartenenze diverse e chiedere loro di giocare con un capolavoro: così avranno la possibilità di trasformarlo, farlo proprio e costruirci altro», prosegue Diletta Colombo. «Per mantenere lo spirito di questa idea, i disegni saranno esposti in forma anonima. In questo modo, da una parte ci sarà la curiosità di capire chi è l’autore delle opere esposte, dall’altra ogni partecipante avrà la stessa dignità e opportunità di esserci».

A pochi giorni dal lancio del contest, il riscontro è stato molto positivo: «Abbiamo avuto tantissime visite in negozio. Finora i disegni ricevuti sono una decina, ma abbiamo iniziato da pochi giorni e sappiamo che la gente si muove sempre all’ultimo momento», spiega la libraia, mostrando con entusiasmo la copia di un Mondrian: «L’ha fatta un bambino di quattro anni, ci pensi?».

PIPPO non lo sa, inoltre, è un’idea replicabile: «Basta che ci siano persone che vogliono dedicare del tempo al disegno e qualcuno che promuova l’iniziativa», sottolinea Diletta Colombo. Bastano, insomma, disponibilità e fantasia, visto che anche l’investimento economico è praticamente pari a zero: «Nessuno ha investito dei soldi: questo è un progetto che, a impatto zero, aiuta un editore, una libreria, una scuola e le famiglie che la frequentano. È facile: basta trovare un’idea che illumini le persone e che le coinvolga».