Sant’Ambrogio è passato, e già si assapora per le vie di Milano quell’atmosfera natalizia che illumina le vie della città. Per le strade la gente corre nei negozi per fare acquisti, e non può mancare un buon dolce sulla loro tavola. I pasticceri hanno un bel da fare in questo periodo, e la pasticceria Ranieri, situata in Via Moscova 7, non fa eccezione.
Varcato l’ingresso, il negozio si presenta caldo e accogliente: sulla sinistra interi scaffali colmi di ogni genere di leccornie, forme di Babbo Natale al cioccolato, marmellate di diversi gusti e la specialità di questo periodo dell’anno: il panettone. Sulla destra, alle spalle del banco vetrina, c’è un grande specchio con ripiani colmi di vari tipi cioccolato e di vini spumanti.
Al bancone del negozio, molto indaffarato per il continuo afflusso di clienti, si trova Maurizio Rana, che insieme al padre Francesco, classe 1947, gestisce questa attività. Maurizio è pasticcere per passione: dopo essersi laureato in architettura, ventotto anni fa ha deciso di entrare a tempo pieno nella gestione del negozio. Dalla finestra che sta alla sinistra del bancone si può notare un laboratorio, dove quattro pasticceri sono indaffarati nell’impastare i dolci; tra questi c’è anche Francesco, a cui chiediamo cosa è che distingue la sua attività dalle altre. La risposta è il panettone con ananas semi canditi, un’idea nata negli anni ’70. Decisione coraggiosa, perché in quel periodo l’ananas non era facilmente reperibile e comunque era poco utilizzato. L’idea si è dimostrata vincente; fin da subito il dolce è andato a ruba, e il negozio ha acquisito quella fama che conserva anche oggi.

Non sono poche le celebrità che hanno varcato la soglia di questa pasticceria. Appese in alto sull’elegante muro di legno troneggiano le locandine di due album di Mina: “Ridi Pagliaccio” e “Pappa di latte”. La cantante era una cliente abituale della pasticceria e Maurizio ci racconta di come, prima di scendere dalla sua automobile, inviasse l’autista ad accertarsi che il negozio fosse vuoto per poter fare acquisti in tranquillità. Nella vetrina che dà sulla strada sono esposte tre torte che recano la scritta “Quando la musica si fa dolce”: «E’ stata dedicata a Katia Ricciarelli per la prima alla Scala, ed è lei che le ha lasciato il nome “Do di Petto”», racconta con orgoglio.
Mentre il figlio torna a servire lamole di clienti che continua a entrare, chiediamo a Francesco se pensa che il suo mestiere possa avere un futuro. Si dice tranquillo, facendo capire con un cenno che è sicuro che suo figlio continuerà la sua attività. Gli chiediamo che consiglio darebbe ai giovani che volessero fare questo mestiere: «Se non avete passione lasciate perdere». Francesco lascia capire che questo è un mestiere difficile, che richiede grande passione e impegno, ingredienti che nei dolci sfornati nella pasticceria Ranieri non mancano di certo.