Quando Pechino è stata scelta come sede la reazione di stupore è stata unanime: “Dove hanno le piste?”.Sui social lo Yanquin, il luogo dove si svolgeranno le gare, è già stato soprannominato “la montagna fantasma”. In realtà, ironia a parte, le piste sono veramente molto lontane dalla città e i problemi non mancano. Sia di natura tecnico-organizzativa, che dal punto di vista della poca neve che cade in alcune zone. La certezza è però che la Cina non ha badato a spese e che le strutture sono fantastiche. Moderne, enormi e all’avanguardia.
Al via i giochi Olimpici invernali del 2020, a Pechino dal 4 al 20 febbraio. Tamponi, attese e la giusta dose di apprensione qui sono ordinaria amministrazione: una maratona, più che un’Olimpiade
“Citius, Altus, Fortius, communiter”. Tradotto: più veloce, più in alto e più forte, insieme. Questo lo storico motto Olimpico, che presenta però una variazione: ovvero quell’insieme. Fondamentale, ora più che mai nella storia. Una di quelle parole da mettere in grassetto e cerchiare in rosso, proprio per il valore simbolico che hanno oltre che per il significato in se.Lo ha sottolineato anche il Papa nel suo messaggio rivolto agli atleti che parteciperanno all’Olimpiade. “Che sia un’esperienza unica di fratellanza e di pace”. Si parte quindi con i migliori auspici, nonostante i dibattiti e la minaccia del virus.
Tra questioni logistiche e politiche è impossibile, però, non parlare dell’Italia. Questa sarà l’ultima Olimpiade invernale in cui gareggeremo da ospiti: nel 2026 infatti saremo padroni di casa. Le circostanze saranno diverse, la storia anche. Ma è presto per pensarci. Il presente racconta di tanti temi importanti: dal tentativo di recupero lampo da parte di Sofia Goggia alla sua amica Michela Moioli che dopo l’oro di quattro anni fa sarà portabandiera. Quella di Sofia sarà una corsa contro il tempo. Dopo aver riportato la distorsione del ginocchio sinistro con lesione del crociato e del perone, vederla in pista sembrava un’utopia. Invece lei ci sta provando, seguendo un programma di rientro che un’atleta normale completa in tre mesi. Carattere al primo posto, oltre a una gran voglia di esserci e di vincere.
Gli atleti azzurri partiti per Pechino sono 118 di cui 46 donne e 72 uomini: si tratta della terza partecipazione più numerosa di sempre dopo Torino e Pyeongchang.
Gli atleti azzurri partiti per Pechino sono 118 di cui 46 donne e 72 uomini: si tratta della terza partecipazione più numerosa di sempre dopo Torino 2006 e Pyeongchang 2018, quando l’Italia conquistò 10 medaglie. L’obiettivo è migliorare l’ultimo bilancio olimpico.