“A noi hanno tolto il sorriso, hanno tolto la dignità, hanno tolto tutto”. Questo afferma una delle ristoratrici dal palco della manifestazione indetta domenica 28 marzo dal movimento #ioapro in piazza della Scala a Milano alle 15. L’evento, però, è avvenuto in contemporanea con un altro ritrovo in piazza Sempione, il “No Paura Day”, un ritrovo per gli scettici riguardo ai vaccini, alle mascherine, e a tutti i provvedimenti che il governo ha preso per arginare il diffondersi della pandemia.
Le due manifestazioni, almeno sulla carta, possono sembrare non collegate. Molti commercianti e simpatizzanti del movimento #ioapro, però, coordinandosi sugli omonimi gruppi Telegram nominano entrambe le manifestazioni, domandandosi a quale sia più importante andare. Alcuni, nonostante l’appartenenza al movimento per le riaperture, suggeriscono di partecipare all’evento sotto l’Arco della Pace: “credo sia più importante andare al no-paura day. Aprire in sicurezza non è più la soluzione, si rischia di arrivare ad accettare di aprire a patto di vaccini e tamponi” scrive uno dei membri del gruppo aperto “IOAPROLombardiachat”, suggerendo non solo un forte legame ideologico tra i due eventi, ma anche una posizione ben precisa riguardo alle mosse del Governo in campo sanitario.
In piazza della Scala intervengono dal palco diversi liberi professionisti, che raccontano la loro esperienza e sfogano la propria frustrazione, dai ristoratori e baristi ai meno spesso menzionati fieristi e addetti al noleggio con conducente. Tutte queste testimonianze hanno un unico filo conduttore: le accuse di noncuranza al governo, a cui si imputa di “essersi occupato soltanto dei dipendenti pubblici”, dimenticando gli altri. Dal palco del No Paura Day, invece, intervengono personalità molto vicine al mondo degli scettici riguardo al Covid: il primo ad intervenire, lo storico Paolo Sensini, invita la piazza a riflettere sul “cambio di significato della parola pandemia”, sottolineando come “non si vedano certo persone appestate agli angoli delle strade”.
Formalmente, entrambi i movimenti si definiscono “apolitici”, dicitura che appare nella locandina del No Paura Day e che, nel caso di #ioapro, viene ribadita da Yuri Naccarella, responsabile della comunicazione, che parla di un “movimento aperto al popolo e slegato da ogni ideologia politico-partitica”. Nonostante ciò, sul palco di piazza della Scala, tra un intervento e l’altro di commercianti e piccoli imprenditori, sale sul palco una figura tutt’altro che lontana dalla politica. Si tratta di Gianluigi Paragone, parlamentare ex Movimento Cinque Stelle e fondatore del partito antieuropeista Italexit. Paragone è stato accolto da scroscianti applausi, e tante sono le bandiere del Partito che sventolavano in piazza. Per quanto Naccarella parli di un’apertura di Paragone nei confronti di #ioapro, la reciprocità dell’endorsement risulta abbastanza chiara. In piazza Sempione, invece, in risposta alla richiesta degli organizzatori di indossare comunque le mascherine “nonostante sia contrario ai loro princìpi”, un manifestante risponde estraendo da sotto la propria camicia nera una collana con una croce celtica dorata, chiedendo scherzosamente alla persona vicina se “si intuisse quali fossero i suoi princìpi”. Non serve un occhio particolarmente attento, insomma, per intuire con chiarezza quale fosse l’ideologia politica dominante in entrambi gli eventi.
Sul perché della scelta di indire due manifestazioni alla stessa ora nonostante l’impostazione ideologica molto simile, sia Massimiliano Suriano del Comitato liberi cittadini di Milano che Yuri Naccarella confermano che si è trattato di semplice mancanza di coordinazione, auspicando però di poter presto organizzare eventi assieme. Alla manifestazione di #ioapro, infatti, sono diverse le persone che dal palco lamentano la vista di una piazza più vuota del previsto e che si chiedono dove si trovino tutti i commercianti milanesi che normalmente popolano i gruppi online del movimento. L’idea alla base di entrambi gli eventi, però, è indubbiamente quella di fare rete: il No Paura Day inizia sottolineando un’alleanza tra gli organizzatori di Milano ed un gruppo proveniente da Cesena, mentre i commercianti di #ioapro hanno già numerose altre tappe in programma, e si ritroveranno il 6 aprile a Roma, con la promessa (o per meglio dire minaccia) di ripartire con tutte le attività da quella data a prescindere dalle zone di rischio e dalle decisioni del Governo.