Marina Terragni, giornalista, scrittrice e, non di meno, femminista, da anni è in prima linea per difendere i diritti delle donne. E ha qualcosa da dire su una Giornata Internazionale della Donna che rischia di essere offuscata dall’emergenza Corona Virus.

Un’ampia rete di associazioni e singole femministe radicali italiane collegate con il femminismo europeo si è riunita per parlare di inviolabilità del corpo femminile, elaborando un testo collettivo. Come si è sviluppata questa iniziativa?
È nata in Italia una rete di femministe sensibili a diversi temi. Una serie di incontri hanno permesso di produrre un sommario articolato per punti, che noi consideriamo un testo aperto alla riflessione. (Qui consultabile: http://marinaterragni.it)

Nel corso degli anni lei ha molto ragionato sulla questione dell’utero in affitto. 
Me ne occupo da almeno 12 anni. Ne ho scritto in particolare in Temporary mother e nella raccolta collettanea Utero in affitto o gravidanza per altri?. La mia posizione è ben rappresentata anche nel libro della filosofa francese Sylviane Agacinski dal titolo L’uomo disincarnato. Dal corpo carnale al corpo fabbricato. Critico la pratica perché non è una terapia, ma una prestazione a libero accesso da acquistare sul mercato.Ricordo che Il business globale della fecondazione assistita ha fatturato 14 milioni di dollari nel 2018 e si prevede che ne fatturerà più di 27 milioni nei prossimi sette anni.. Il bambino nato da un utero in affitto è un bambino oggetto, un prodotto comprato. La relazione materna tra madre e figlio è il punto estremo alla mercificazione. Dall’epigenetica non si può prescindere.

Il bambino nato da un utero in affitto è un bambino oggetto, un prodotto comprato. La relazione materna tra madre e figlio è il punto estremo alla mercificazione.

Secondo il rapporto Eures in Italia ogni 3 giorni viene uccisa una donna e ogni 15 minuti è vittima di violenza. Come possiamo intervenire?
Il vero cambiamento avverrà quando il mondo rinuncerà al dispositivo del dominio. Anche il papa emerito ne parla riferendosi al rapporto fra i due sessi. Nel testo da noi elaborato si legge: «Siamo in mobilitazione permanente contro il femminicidio e contro la violenza maschile che produce una strage quotidiana casa per casa ed è funzione del dominio»La violenza serve infatti a intimidire chiunque voglia sfuggire alla logica della sottomissione. Occorre che il sesso maschile rinunci a definirsi come il sesso che prevale sull’altro.

Cos’è il femminismo?
Il femminismo è la più grande rivoluzione degli ultimi cento anni ed è avvenuta senza spargimento di sangue né eserciti, di fatto senza rappresentati eletti nelle istituzioni eccezion fatta per Lina Merlin. È un movimento carsico: molto presente in alcuni momenti, in altri si immerge di nuovo per produrre nuove riflessioni. Esiste un femminismo radicale (da intendersi: che va alla radice) le cui massime rappresentanti sono state Carla Lonzi, Luce Irigaray e Luisa Muraro. Il nostro pensiero, trasposto nel testo redatto, è ugualmente tale andando alla radice della differenza sessuale e non accontentandosi di una lettura pari opportunitaria ed emancipazionista.

Il femminismo è la più grande rivoluzione degli ultimi cento anni ed è avvenuta senza spargimento di sangue né eserciti, di fatto senza rappresentati eletti nelle istituzioni eccezion fatta per Lina Merlin.

Quali letture sono state fondamentali nel corso della sua formazione?
Tra i tanti ricordo: Speculum e Etica della differenza sessuale di Luce Irigaray, La signora del gioco (ricostruisce il primo processo di stregoneria in Europa, che avvenne a Milano) di Luisa Muraro, Quintessenza di Mary Daly, Sputiamo su Hegel di Carla Lonzi.

Qual è la sfida più grande delle giovani donne oggi? E cosa augura a loro?
La sfida più grande è non perdere il legame con il proprio autentico desiderio, ma non ci riesci da sola, devi avere almeno un’altra compagna che ti richiami alla tua verità.Io raccomando alle ragazze di concedersi momenti in cui coltivare la loro differenza femminile. Auguro a loro di non pensare, come tutte abbiamo pensato, che il problema sia essere nate donne. La possibilità di libertà non deriva dall’imitazione dei modelli maschili. Si tratta invece di pensare di essere libere non nonostante l’essere nate donne, ma in forza di essere nate donne.Alle giovani donne auguro dunque di incontrare presto la pienezza che si prova nel riconoscere il fatto di essere al mondo libere perché donne.