I videogame non sono un hobby da “nerd” o bambini. Anzi, tutto il contrario. L’industria dei videogiochi sta vivendo da tempo una fase di continua crescita ed evoluzione, coinvolgendo consumatori di ogni età. Ed è soprattutto un business miliardario. Secondo statista.com, nel 2020 il mercato globale dei videogame ha infatti raggiunto un fatturato di 159.2 miliardi di dollari, di cui 77 miliardi derivanti da videogame per telefono, 45.2 miliardi da giochi per console e 37 miliardi da quelli per PC. Non si tratta però solo di una questione economica. I videogame sono ormai parte integrante della nostra società e delle nostre giornate. Ne è una dimostrazione l’ascesa di Twitch, la piattaforma di proprietà di Amazon pensata per trasmettere partite e tornei di eSports, sessioni di videogiochi in diretta che coinvolgono gamer professionisti e amatoriali da tutto il mondo.

Il videogioco diventa quindi una chiave di lettura della società (come spiegato in questo paper), che necessita di essere studiato e compreso. Per questa ragione il Washington Post ha creato a ottobre 2019 Launcher, sezione dedicata all’analisi del mondo del gaming. L’idea è quella di fornire spunti di riflessione su una realtà ancora spesso sconosciuta, dando spazio alle osservazioni di gamer ed esperti e soffermandosi sulle implicazioni tecnologiche, sociali e psicologiche che un certo gioco potrebbe avere. Si raccontano con articoli e video storie di persone e aziende, ma anche trends e consigli per muoversi al meglio nell’universo del gaming. Il videogame dunque non solo come gioco, ma come parte in un contesto più ampio.

Fondamentale è il ruolo dei lettori, che vanno da giocatori occasionali ad “hard-gamer”. «Crediamo che Launcher possa aiutare a sanare il gap che esiste tra un pubblico inconsapevole dell’attuale panorama riguardante i videogiochi e chi invece vive questo ambiente quotidianamente», scriveva nell’articolo di presentazione del progetto Mike Hume, direttore di Launcher. Il giornalismo assume dunque la sua forma più pura, cioè quella di educazione. Ed è qui che si colloca lo scopo di Launcher, cioè quello di creare un continuo dibattito con la propria “community”, fornendo tutte le informazioni necessarie per poter vivere al meglio e pienamente le sfumature del mondo del videogioco. Per dirla con le parole di Hume: «vogliamo costruire una communiti di seguaci che abbiano il desiderio di approfondire la loro passione. Vogliamo che i lettori ci facciano domande scomode. E vogliamo provare a cercare delle risposte».

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