Piet Mondrian. Dalla figurazione all’astrazione non è soltanto il titolo di una delle mostre in questo momento ospiti al Mudec di Milano, è il riassunto di una vita. La vita di un grande maestro e pittore olandese che, a partire da una fedele rappresentazione del mondo a lui famigliare, giunse ad eleggere forme e colori a vero oggetto d’interesse della sua sperimentazione.

Marroni, seri, diretti: gli occhi dell’artista non concedono via fuga. Non appena il visitatore varca la soglia della prima sala espositiva non può sottrarsi allo sguardo, profondo e inevitabile, con cui Mondrian ha scelto di rappresentarsi nell’Autoritratto, opera che inaugura l’omonima serie di quadri. Gli occhi di chi è osservato diventano guida di quelli di chi osserva, indirizzandolo verso un percorso che si snoda per sezioni tematiche, ciascuna associata ad uno specifico aspetto della personalità artistica del pittore di Amersfoort, dove nacque, nei Paesi Bassi, nel 1872. Gli occhi di chi è osservato diventano guida di quelli di chi osserva, indirizzandolo verso un percorso che si snoda per sezioni tematiche, ciascuna associata ad uno specifico aspetto della personalità artistica del pittore di Amersfoort, dove nacque, nei Paesi Bassi, nel 1872. Scuola dell’Aja è la prima e ospita volti di donne e figure femminili, alcuni accesi dalle tonalità dei colori caldi, altri in bianco e nero. Sulle pareti una scritta: “Non ho mai dipinto in modo romantico, fin dall’inizio, sono sempre stato un realista”. È una dichiarazione di poetica, che tradisce il personale attaccamento mondriano ai luoghi della sua Olanda natia, grande costante nella sua evoluzione artistica.

Ora impregnato della luce di tramonti infuocati che accolgono in un abbraccio le onde di colline sottostanti, ora sormontato da distese di nubi che sorvolano le agili pale dei mulini mossi dal vento, il paesaggio della madrepatria si attesta quale protagonista della maggior parte delle opere in esposizione. Il mare dopo il tramonto, dune con crinali, fienili e case assolate, alberi in fiore e fossi che recintano con il proprio corso le fattorie adiacenti: la somma di questi elementi confluisce a tratteggiare un unico grande quadro, che è il ritratto dell’Olanda, colta nei suoi tratti più caratteristici e suggestivi. Il mare dopo il tramonto, dune con crinali, fienili e case assolate, alberi in fiore e fossi che recintano con il proprio corso le fattorie adiacenti: la somma di questi elementi confluisce a tratteggiare un unico grande quadro, che è il ritratto dell’Olanda, colta nei suoi tratti più suggestivi. “Preferivo dipingere paesaggi e case col cielo coperto oppure con una forte luce del sole, quando la densità dell’atmosfera oscura i dettagli e accentua i profili degli oggetti. Ho spesso disegnato al chiaro di luna mucche che riposavano o stavano immobili nei piatti prati olandesi” così Mondrian stesso ha descritto lo stato d’animo che fa da sfondo ai suoi dipinti en plein air.

 

Poi di colpo soltanto linee e colori. È l’ingresso nell’ultima sala, quella del Mondrian neoplastico, astratto, minimalista; quella del Mondrian maturo, padre di quello stile per cui è oggi noto in tutto il mondo. Le sagome alte e protese verso il cielo dei mulini si riducono all’essenza e si nascondono adesso dietro l’incrocio di segmenti rettilinei, inframmezzati da sprazzi di colori primari. È l’atmosfera di “Jazz”, titolo dello scomparto conclusivo, che evoca un parallelo con il mondo musicale. Come i quadri neoplastici non contenevano alcun riferimento al mondo naturale, così le melodie del jazz sono puro ritmo in libertà, senza alcuna allusione ad una trama.

Nonostante il suo ruolo di alfiere dell’arte moderna olandese nel mondo e la sua fama universale, Mondrian risulta poco presente nei musei e nelle esposizioni del nostro Paese. Da ciò si comprende l’importanza della mostra prodotta da 24 ORE Cultura – Gruppo 24 ORE e con la collaborazione del Kunstmuseum Den Haag, che ha prestato al Museo delle Culture di Milano 60 opere selezionate tra quelle di Mondrian, degli artisti della Scuola dell’Aja e dei designer De Stijl. Primo progetto espositivo a lui dedicato nel capoluogo lombardo, la mostra sarà visitabile fino al 27 marzo 2022.

In occasione della ricorrenza dei centocinquant’anni dalla sua nascita, Mascha Baak, Console Generale del Regno dei Paesi Bassi in Italia, ha sottolineato l’attualità inestinguibile dell’opera mondriana, che “perdura in una molteplicità di ambiti creativi”. Dall’arredo alla grafica, dal design alla moda, l’influenza di Mondrian è ampia e adempie all’intento di dimostrare la sua stretta relazione con la vita moderna. Quella di Mondrian è un’arte che osserva, pensa, comunica; un’arte che descrive e racconta, che stimola il pensiero e chiama alla riflessione. “Nel neoplasticismo ci sono, in effetti, confini ben definiti. Ma questi confini non sono veramente chiusi; le linee rette in opposizione rettangolare tra loro si intersecano costantemente, in modo che il loro ritmo continui per tutto il lavoro… Queste frontiere saranno chiaramente definite ma non “chiuse”; non ci saranno dogane, permessi di lavoro. Gli “stranieri” non saranno considerati alieni”.