“Gloria all’Ucraina e viva l’Italia”. Conclude così il suo discorso al Parlamento italiano il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “L’intervento di un capo di Stato di fronte al Parlamento è un evento inusuale e sottolinea la gravità del momento”, afferma il presidente della Camera Roberto Fico, poco prima del discorso del leader ucraino. L’Italia è stata uno dei Paesi caderenti alle misure di aiuti sul piano umanitario, economico e militare del conflitto per aiutare l’Ucraina. Anche la presidente del Senato Elisabetta Maria Alberti Casellati esprime “sentimenti di vicinanza profonda e di partecipazione”.
Nel suo messaggio al Parlamento italiano, il presidente ucraino afferma: “Ognuno difende la propria patria. Il nostro popolo è presto diventato il nostro esercito”. La necessità di fermare le atrocità della guerra, secondo Zelensky, è lampante: “Centodiciassette bambini sono stati uccisi in questo conflitto. Nelle città i morti vengono seppelliti nelle fosse comuni. Questo è inaccettabile nel 2022”. Sono parole crude ma necessarie per descrivere una situazione che ormai si pensava non si sarebbe mai più verificata.Zelensky paragona la città portuale di Mariupol alla città italiana di Genova: “A Mariupol non c’è più niente. Immaginate la vostra Genova distrutta”. “Siamo sul limite della sopravvivenza, abbiamo bisogno della pace continua, eterna”, prosegue. Per questo esorta il popolo italiano a fare il possibile, perché “L’Ucraina è il cancello per l’esercito russo: vogliono entrare in Europa e i soldati rispondono all’ordine di una sola persona”. Italia e Ucraina hanno mostrato grande solidarietà durante la pandemia, e lo stesso devono fare adesso. “L’invasione dura da 27 giorni. Abbiamo bisogno di altre sanzioni, di altre pressioni per fermare la guerra, che deve finire al più presto”. Il presidente ucraino esprime anche apprezzamenti nei confronti dell’Italia: “Apprezzo la vostra sincerità e la vostra forza nelle relazioni. Vi ringrazio per l’aiuto che date agli ucraini, ora sono più di 70mila in Italia. Vi siamo molto grati e stiamo aspettando che ritornino a casa”.
A Camera al completo e con poche defezioni, il governo esprime piena solidarietà all’Ucraina. E il premier di Kiev paragona Mariùpol a Genova
A conclusione del suo messaggio, l’aula applaude. Assenti alcuni esponenti di Cinque Stelle, ex Cinque Stelle e della Lega. Dopo Zelensky interviene il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ringrazia il leader ucraino e pronuncia parole di ammirazione nei confronti del coraggio e della determinazione del suo popolo: “L’arroganza russa si è scontrata con la dignità ucraina. La resistenza nelle città è eroica”. Il coraggio dimostrato è anche simbolico, perché “l’Ucraina non difende soltanto sé stessa, ma la nostra pace e la nostra sicurezza, che abbiamo ricostruito dal dopoguerra in poi. La solidarietà è enorme”. Il premier evidenzia poi l’impegno italiano nell’accogliere i profughi ucraini: “Davanti all’inciviltà l’Italia non intende girarsi dall’altra parte. Faremo ancora di più”. Draghi ringrazia anche tutta la maggioranza e il principale partito di opposizione, per avere approvato le misure “con unità e convinzione”. Le sanzioni hanno colpito duramente la Russia: sono stati congelati beni pubblici e privati per oltre 800 milioni di euro. Inoltre,il presidente del Consiglio segnala un percorso di avvicinamento dell’Ucraina all’Europa: “L’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione Europea. Quando l’orrore sembra avere il sopravvento, dobbiamo rispondere con i valori democratici”. Il messaggio del governo italiano è ormai chiaro: “L’Italia è con voi, presidente Zelensky”.