Qual è la situazione delle principali case editrici italiane? Lo scorso 11 novembre il gruppo Mediobanca ha reso noti i risultati della loro analisi.
Negli ultimi cinque anni, i pezzi grossi come Mondadori, Rcs, l’Espresso, Il Sole 24 Ore, Monrif, La Stampa – oggi Itedi – e il gruppo Class hanno perso circa 2 miliardi di ricavati. Oggi più di ieri il confronto fra i pesi massimi dell’editoria si gioca proprio sugli incassi e – entrando nel merito della concorrenza – a dare l’esempio sono proprio i due capofila del settore: Mondadori e Rcs. Infatti, grazie al recente accordo sulla acquisizione dei libri della Rizzoli, il cosiddetto Mondazzoli ha permesso alla storica rivale di Segrate un distacco di ben 0,3 miliardi di euro, numero che le ha regalato il primato di principale casa editrice italiana, relegando il Corriere e soci al secondo posto.
Se nel 2014 si contavano ben 1,8 miliardi in meno, oggi ci sono segni di miglioramento: assieme alla discesa del peso della pubblicità, come anche del numero delle edicole sul territorio nazionale – attualmente in calo del 24 per cento – è aumentato il livello della diffusione, passata dal 36 al 44 per cento. Inoltre, si pensi al caso del Il Sole 24 Ore, con una crescita del tre per cento dei ricavi, oppure ai 22 milioni di euro dell’Espresso e al milione di Caltagirone.
Tuttavia, se da una parte sono segnalati questi dati di incremento economico, dall’altra non si ha un corrispettivo in merito alla apertura di nuovi posti di lavoro. Al contrario, secondo l’analisi di Mediobanca nelle redazioni è in atto una riduzione del personale, tale che oggi si contino 4.922 giornalisti, tra canali d’informazione esteri e locali.
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⇒Leggi qui la ricerca completa: http://www.mbres.it/sites/default/files/resources/download_it/Presentazione%20Editoria%202015.pdf