È il 1349 quando la peste nera arriva in Inghilterra. Il morbo scoppiato in Oriente e diffusosi attraverso le vie commerciali sconvolge l’Europa gettandola in un baratro di paura e morte. La pestilenza non conosce ostacoli. Flagella la città papale di Avignone, attraversa la Manica, e non risparmia nemmeno il piccolo villaggio di Walsham, nel Suffolk. Il professor John Hatcher della Cambridge University è riuscito in un piccolo capolavoro: raccontare la storia in maniera accurata inserendo elementi di narrativa. Non è un caso quindi che “La Peste Nera, storia dell’epidemia che devastò l’Europa del Trecento” sia stato inserito dal Financial Times tra i Best Books del 2008. Lo storico inglese descrive le paure di una piccola comunità che si appresta a vivere uno dei momenti più bui della storia. Il protagonista del racconto è Master John, frate del paese e guida spirituale del villaggio durante l’epidemia.

“D’un tratto nella mente comune della gente di Walsham cominciava a delinearsi una minaccia che si sarebbe insinuata nella loro vita e nelle loro case, distruggendo le loro famiglie.”

Hatcher immerge il lettore nella quotidianità del tempo descrivendo la semplicità della vita medievale. Campi coltivati, carri cigolanti che inciampano sulle strade e grugniti di maiali nei recinti. Si entra idealmente anche nelle umide taverne del paese. Vociare roco, aroma di birra artigianale e mani che battono sui tavoli reclamando un altro boccale. Poi tutto cambia e si cancella all’improvviso. La morte nera bussa alle porte della città ed entra nelle case della povera gente dopo un lungo viaggio partito dalle coste del Mar Nero. Niente Organizzazione Mondiale della Sanità, ospedali, ambulanze. Le preghiere e la penitenza sono le uniche armi che Master John offre al suo gregge per difendersi da un morbo che falcia senza pietà chiunque. Il ritmo della narrazione è dinamico con punte di suspense da libro giallo. Le pagine si fanno divorare da tutti perché si rivolgono ad un pubblico trasversale. Dal professore di storia al semplice appassionato nessuno esce veramente deluso dalla lettura. La chiave del successo è l’empatia che si instaura tra il lettore e i personaggi del libro in un periodo storico in cui ogni umano sentimento venne ingurgitato da un male apocalittico.