Come ogni 22 aprile, anche quest’anno Google celebra la Giornata Mondiale della Terra con un logo animato. E lo fa con un doodle − letteralmente “scarabocchio” − che ricorda l’importanza della salvaguardia del Pianeta attraverso lo scorrimento veloce di immagini satellitari in successione di alcune zone terrestri, scattate nel corso degli anni. Se si trattiene il nostro sguardo noteremo la schietta animazione, che mostra la cruda realtà. Le gif animate sono composte da quattro immagini visibili per tutto il corso della giornata, che si concentrano su determinati ambienti: ghiacciai, oceani e foreste. Il primo doodle rappresenta il ghiacciaio del Monte Kilimangiaro (Tanzania, Africa), fotografato dal 1986 al 2020, mentre il secondo rivela l’importante scioglimento della massa di ghiaccio di Sermersooq, in Groenlandia, analizzandolo per vent’anni, a partire dal 2000. La terza foto documenta il progressivo danneggiamento dei coralli a Lizard Islan (Australia), da marzo a maggio 2016. L’ultima animazione, infine, si concentra sulle foreste di Harz (Elen, Germania) distrutte dall’invasione dei coleotteri: aggressione causata dall’innalzamento delle temperature e dalla siccità.

Immagini della deforestazione delle foreste di Harz in Germania, dello sbiancamento dei coralli sulla Grande Barriera Corallina in Australia e dello scioglimento dei ghiacciai a Sermersooq, in Groenlandia, appaiono come doodle di Google per la Giornata della Terra 2002. Composito: Google Earth Timelapse
La modalità di rappresentazione è quella del Timelapse, che occupa una sezione speciale di Google Earth, chiamata Timelapses around the world. Google Earth Timelapse è nato nel 2017 dalla collaborazione tra Google Earth, Commissione Europea, Nasa e US Geological Survey. Questa tecnica di ripresa è usata generalmente per documentare fenomeni che avvengono in tempi lunghi e con cambiamenti non percettibili. Consiste nella registrazione di immagini in 3D a intervallo di tempo regolare, montate in continua successione.
Google Earth Timelapse fa parte, a sua volta, di Google Earth Engine, una piattaforma informatica che permette agli utenti di prendere parte ad analisi geospaziali. Ma non solo: la sezione ci permette di fare esperienza anche del tempo e di come l’ambiente cambia nel corso del tempo. Inoltre, mostra come alcuni fenomeni (deforestazione, crescita urbana, incendi boschivi) abbiano lentamente portato al danneggiamento di determinate zone naturali in soli trentasette anni. Le ricerche sono dettagliate e si concentrano non solo su aree puramente verdi, ma anche su ambienti più urbani, come la costruzione dell’aeroporto di Berlino. Sulla problematica ambientale Google Earth Engine ha condotto numerosi studi e ha creato varie mappe, tutte consultabili cliccando su “Case studies”. Le mappe sono interattive e sono come delle piccole macchine del tempo virtuali.
Google, nel corso degli anni, ha festeggiato il nostro Pianeta attraverso narrazioni differenti. Un racconto attraverso il tempo: come è cambiata la Terra, ma anche come è mutato il modo di disegnare il proprio logo e di rappresentarlo con le differenti tecnologie grafiche. Il doodle dello scorso anno sprigionava positività e lanciava un messaggio di speranza, mentre quello di oggi ci fa scontrare con la triste realtà: il mondo sta chiedendo aiuto e, se non ci saranno cambiamenti consistenti, sarà difficile immaginarci tra gli alberi e i prati rappresentati nei loghi più giocosi e colorati degli anni scorsi.
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