Milano, quartiere Garibaldi, sono le 17:30 e sto camminando da un’oretta. Intravedo in Viale Pasubio una kebabberia aperta. Mi avvicino, controllo che non vi siano clienti all’interno ed entro. Ad accogliermi è una giovane ragazza. Mi presento e le chiedo se fosse disposta a rispondere a qualche domanda sulla sua zona. Lei in un primo momento esita, poi arrossisce e si fa scappare un tenero sorriso. Dal suo sguardo, percepisco un leggero imbarazzo: “Ok, ma preferirei che non registrassi la mia voce”, mi risponde.

Si chiama Karitz, ha 17 anni ed è egiziana. Arrivata a Milano con i suoi genitori all’età di 5 anni, studia al liceo linguistico e sogna di iscriversi a Giurisprudenza. Nel tempo libero aiuta i suoi con la kebabberia, situata a due passi dalla stazione di Porta Garibaldi. Ama Milano e il suo quartiere, dove vive con i suoi due genitori, due sorelle e due fratelli. “Durante il primo Lockdown per noi è stato molto difficile, siamo sette in casa e seguire le lezioni in Dad non era proprio il massimo. Non potendo lavorare, mio padre e mia madre erano sempre a casa. Per fortuna con l’arrivo della bella stagione le cose sono tornate quasi alla normalità”,  commenta. “Nel secondo lockdown abbiamo messo a disposizione il dehor per le consumazioni, e mio padre ha iniziato a fare le consegne in motorino”. Continua:“Mi piace tanto il mio quartiere, soprattutto piazza Gae Aulenti con i suoi grattacieli. Ricordo quando arrivammo in viale Pasubio anni fa, all’epoca non vi era niente di tutto questo”.

Karitz, 17 anni, egiziana, studia lingue e vuole laurearsi in giurisprudenza. Nel frattempo fa pratica nel negozio dei suoi, tra una lezione in DAD e la pila delle ordinazioni.

Il piano di riqualificazione dell’area urbana è stato avviato infatti solo nel 2009, e ha coinvolto perlopiù il quartiere Isola e l’ex scalo ferroviario di Porta Nuova, sostituito dalla stazione di Porta Garibaldi. Il progetto, che ha visto collaborare diversi architetti di fama internazionale, aveva per oggetto la costruzione di una serie di edifici dalle disparate funzioni (residenziali, commerciali e terziarie). Tra questi, rientrano la torre che ospita gli uffici del gruppo Unicredit, il Bosco Verticale e la Torre Diamante. Sebbene un tempo fosse animato principalmente dalle attività di commercianti ed artigiani provenienti dall’adiacente Como, oggi Garibaldi è sempre più simbolo della città che cambia e che guarda al futuro, pur rimanendo contaminata con le realtà commerciali storiche della zona. In poche parole, la nuova Milano.

Malgrado la recente riqualifica della zona, Karitz confessa di non sentirsi tranquilla ad uscire dal negozio da sola la sera: “Nel fine settimana evito di tornare a casa senza che qualcuno mi accompagni. Non mi sento per nulla sicura quando fa buio, c’è tanta brutta gente in giro e non sai mai cosa aspettarti”, conclude.