La Torre Unicredit e il Bosco Verticale, insieme a piazza Gae Aulenti e Corso Como, delineano il perimetro del quartiere Isola, simbolo di Milano.Nell’immaginario collettivo quest’area equivale a innovazione ed eleganza. Ma quel che i più non sanno è che dietro i grattacieli si nasconde una comunità forte con un progetto ambizioso.

Lasciandosi condurre dai graffiti sulle pareti del sottopassaggio che si apre sugli ultimi binari della stazione di Porta Garibaldi, si arriva su via Pepe. La tranquillità del quartiere rompe il via vai frenetico di pendolari che salgono e scendono dai treni.Lasciandosi la stazione alle spalle e continuando a camminare, ci si ritrova di fronte al murales che introduce a Isola Pepe Verde. Si tratta di un giardino comunitario di 1500 mq in cui chiunque può entrare e trascorrere del tempo immerso nella natura. È nato dalla volontà degli abitanti di Isola di recuperare l’area di un deposito edile da anni in disuso per avere uno spazio verde in mezzo ai grattacieli.

Isola Pepe è un giardino comunitario nato dalla volontà degli abitanti di Isola: recupera un deposito edile in disuso per sviluppare uno spazio verde in mezzo ai grattacieli

Claudia e Claudio, due volontari, si stanno occupando di sistemare il giardino nel freddo invernale della domenica mattina: lei sta raccogliendo le foglie cadute, lui sta potando una pianta – i rami si sono seccati e le fronde sono di intralcio sull’unico passaggio disponibile.“Tutto è partito dai germogli che hanno rotto l’asfalto e che ora sono diventati alberi. La natura vuole riprendersi il suo spazio”, dice Claudio. Lo sguardo orgoglioso, la bocca sorridente, i capelli bianchi e il pizzetto giovanile. Claudio aggiunge: “Durante la settimana lavoro sempre, ma nel weekend vengo qui volentieri”. Claudia lo guarda scettica perché “anche se sono tesserati 300 soci, a venire qui siamo sempre i soliti dieci. Se è un posto condiviso, ciascuno dovrebbe prendersi tanto i piaceri quanto, e soprattutto, i doveri”.

Dopo anni di valutazioni, il progetto di rinnovare Isola Pepe Verde ha preso vita solo grazie all’amministrazione comunale di Letizia Moratti prima e a quella di Gianluca Pisapia poi: nel 2012 è stata firmata una convenzione insieme alla società Hines, la stessa che ha finanziato la costruzione del Bosco Verticale, per permettere ai volontari di migliorare l’ambiente. Contemporaneamente, venivano inaugurati i lavori in tutto il resto del quartiere. Nel giro di dieci anni Isola ha cambiato aspetto, non solo sul piano urbano. Infatti, si è assistito a un processo di gentrificazione notevole: se prima Isola era abitata da operai, soprattutto meridionali, adesso l’alta borghesia occupa gli appartamenti nei grattacieli. Ed è stato proprio questa nuova comunità abitativa che ha contribuito a creare un luogo bello e pulito per le generazioni future, un luogo dove potessero svolgersi attività educative e sociali.

Isola Pepe verde è stato d’esempio per altri 17 giardini condivisi che promuovono il recupero delle aree dismesse e il rispetto della natura a Milano. Al punto chel’esperienza è diventata un libro con i racconti dei volontari. Si intitola Isola di Pepe Verde – Esperienze di un giardino condiviso a Milano.