Il pericolo delle bufale online è il tema del momento. Tutti ne parlano e tutti si preoccupano, ma solo pochi sanno di cosa si tratta. Ma siamo davvero nell’era dalla post verità? I dati della desk research di Human Highway suggeriscono un’altra interpretazione.

Partendo dalla black list di Bufale.net, sono stati analizzati 129 siti di disinformazione medica, scientifica, politica, religiosa e razziale; siti di scandali e complotti. A confronto con i 93 siti editoriali più popolari in Italia,il traffico web dei siti che fanno disinformazione è pari a meno di un ventesimo.

Grafici della ricerca di Human Highway

Grafico tratto dalla ricerca di Human Highway

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Grafico tratto dalla ricerca di Human Highway

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La produzione editoriale dei 129 siti individuati da Bufale.net è stata monitorata per 18 giorni. Emerge che la loro produzione editoriale nel periodo di osservazione è pari a 15mila articoli, ovvero 800 per giorno, e hanno sviluppato 350mila condivisioni per giorno. Nello stesso periodo i siti editoriali producono 56mila articoli che raccolgono 19 milioni di condivisioni.

«Si può concludere – spiega Luca Santoro, project manager di DataMediaHub – chel’influenza dell’informazione falsa, o falsata, è una frazione di quella dei grandi newsbrand di derivazione cartacea, televisiva e online, che però di fatto hanno, da tempo, a loro volta gravi lacune di verifica e controllo, di accuratezza delle informazioni che diffondono»

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