Dal 1989 Catia Gabrielli gestisce Fahrenheit 451, libreria indipendente specializzata in arte e spettacolo, nella piazza romana di Campo de’ Fiori. La volontà di Catia, di formazione storica dell’arte, di trasformare la passione per i libri in professione risale al 1975, anno in cui la madre le regala La storia di Elsa Morante. Il nome della libreria rinvia all’omonimo romanzo distopico di Ray Bradbury e al potere salvifico e sovversivo che hanno i libri, «l’arma – secondo Catia – della conoscenza e del pensiero libero».
Fahrenheit 451 è uno degli ultimi testimoni, assieme al Cinema Farnese, alla norcineria e alla salsamenteria, della vivacità di Campo de’ Fiori, quando con lo storico mercato rionale era «un microcosmo di negozi, tintorie, laboratori di pasta all’uovo fatta a mano, ora sparito». I numerosi pub presenti hanno trasformato la piazza in un “non-luogo”, in cui bere a poco e bivaccare sotto lo sguardo severo di Giordano Bruno. Avere una libreria indipendente qui non è facile: le persone sono attratte dalla movida della piazza ed entrano nella libreria solo per telefonare o parlare in tranquillità. Catia è riuscita comunque a instaurare un rapporto di fiducia con molti clienti.
Catia, proprietaria di Fahrenheit 451:«Con il mestiere di libraio non smetti mai di scoprire e imparare. Credo che posti come questi salveranno la situazione di degrado di Roma e questo mi dà la forza per resistere: mi dà tigna, ribellione, passione»
La libreria è l’«anti supermercato per eccellenza», in cui con pazienza trovare libri che hanno una sola copia e non seguono l’andamento del mercato. Superato l’ingresso, in cui si trovano le ultime uscite, il vero cuore è la seconda sala, quella che contiene libri di arte, cinema, fotografia, e che ospita incontri culturali. Catia svolge con passione un mestiere precario economicamente ma in cui «non smetti mai di scoprire e imparare»: con il servizio di ricerca di libri non più stampati e non richiesti dal mercato, come Maledetta benedetta di Marcello Morante, fratello di Elsa, continua a scoprire libri, proprio grazie alle richieste dei lettori.
I clienti abituali hanno a loro volta aiutato Catia con iniziative di solidarietà, come il crowdfunding del 2017 o i piccoli anticipi spediti durante i mesi del lockdown. Le difficoltà, già portate dalla concorrenza delle grandi catene e dall’e-commerce, sono aumentate con la pandemia che ha tenuto chiusa la libreria fino ad aprile 2020 e che ha spinto Catia a ricorrere a Bookdealer, la prima piattaforma di e-commerce delle librerie indipendenti. A continuare durante i mesi della pandemia anche le iniziative di solidarietà come “Un libro per Beirut”, con la destinazione delle vendite di Beirut Nocturne all’Arab Center of Architecture per la ricostruzione del porto, e gli incontri culturali diffusi con dirette Facebook, a cominciare da “A riveder le stelle” in occasione dei 700 anni dalla morte di Dante, letto in varie lingue grazie al progetto “La du monde” della coreografa francese Ghislaine Avan.
Fahrenheit 451 vive di incontri e, con l’attesa di riportarli in presenza, si appoggia al canale digitale: prossimo passo sarà l’apertura di un sito web, per dare consigli ai lettori e permettere di acquistare online. Nonostante le difficoltà, la libreria continua a sfidare, con la sua vetrina singola e silenziosa, i pub della piazza, ricordando, ai piedi della statua di Giordano Bruno, il potere salvifico della cultura.
