Il fact-checking è e sarà sempre più al centro dell’attività di Reuters. Le foto dei testimoni oculari e i video diffusi online saranno analizzati mediante uno scrupoloso processo di verifica. L’agenzia di stampa porterà ora questa esperienza nella lotta contro la disinformazione su Facebook.

Mark Zuckerberg pagherà, infatti, Reuters per individuare le fake news sul social network. A svolgere la ricerca sarà un gruppo di lavoro, creato pochi mesi fa nell’agenzia, composto da quattro persone. Il team esaminerà video e foto prodotti dagli utenti, nonché titoli di notizie e altri contenuti segnalati su Facebook dal team del social network o dalla più ampia redazione di Reuters. che poi verranno pubblicati sul nuovo blog Reuters Fact-Check, che spiegherà il motivo della segnalazione e perché quel post è falso, parzialmente falso oppure vero.

Facebook userà queste informazioni per catalogare i messaggi di disinformazione come falsi, declassarli nel news feed della piattaforma e limitarne la diffusione. Spiega Hazel Baker, global director dell’User Generated Content di Reuters: «Abbiamo una scala di valutazione che serve a definire se un contenuto non è stato manipolato ma è comunque fuori contesto o anacronistico (video vecchi e riciclati); se ci sono video e foto che potrebbero essere stati rallentati, accelerati, tagliati o filtrati; se abbiamo contenuti messi in scena, come video in cui l’audio è stato registrato e attribuito maliziosamente a un politico; se ci sono immagini generate al computer che possono aggiungere elementi falsi in un video vero; infine se ci sono video creati ad arte sinteticamente oppure deepfake».

 

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