«Abbiamo un solo nemico ed è il virus. Solo la ricerca potrà vincerlo con cure sempre più mirate e il vaccino». A dichiararlo è stato il Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, lo scorso 26 ottobre, inaugurando “I Giorni della Ricerca”, iniziativa promossa dall’Airc (Associazione Italiana Ricerca Cancro). Mentre l’Europa sta affrontando la seconda ondata di Covid-19 e alcuni Paesi, come Francia e Germania, si preparano a un nuovo lockdown, la ricerca del vaccino prosegue. In testa troviamo l’azienda farmaceutica AstraZeneca, che in collaborazione con l’università di Oxford e Irbm Pomezia sembra il candidato più vicino alla produzione di un vaccino contro il Coronavirus. In particolare, i ricercatori di Oxford stanno arrivando alla terza fase, ultimo step prima che l’Agenzia Europea dei Medicinali possa approvarlo. Se così accadesse, sarebbe dato il via libera alla distribuzione delle prime dosi di vaccino. Parliamo di circa 2/3 milioni sia in Gran Bretagna che in Italia, utilizzati dapprima per la vaccinazione del personale sanitario, anziani e pazienti con patologie pregresse. Ma in che modo la quota di Pil che gli stati europei hanno investito in ricerca e sviluppo li ha resi concorrenziali nella scoperta di un vaccino? Abbiamo provato a capirlo.

Nel 2010 il Consiglio Europeo, su proposta della Commissione, adotta la strategia Europa 2020. L’idea è stabilire alcuni obiettivi da raggiungere nel corso del decennio. Uno dei principali è il raggiungimento del 3% di spesa del Pil europeo in ricerca e sviluppo. L’indicatore con cui si misurano gli sforzi in innovazione dei Paesi Ue è la spesa pubblica e privata in ricerca e sviluppo, calcolata in percentuale sul Prodotto interno lordo.

La fascia blu presente in ogni linea del grafico mostra gli investimenti in ricerca e sviluppo dei Paesi Ue nel 2018, Regno Unito compreso, rispetto al loro Pil. Osservando i dati possiamo vedere come l’Ue non abbia raggiunto ad oggi la quota del 3%, arrivando solo al 2,19%. Analizzando i singoli Paesi emerge come la maggior parte degli stati non abbia raggiunto il proprio obiettivo nazionale. Fanno eccezione: Germania, Danimarca e Cipro. Va inoltre ricordato che la situazione economica di ciascun Paese determina i target nazionali. All’ultimo posto si colloca poi la Romania che si ferma al 0,51% , avendo fissato il suo target 2020 al 2%.

DALLA TEORIA ALLA PRATICA – QUALI AZIENDE EUROPEE CONCORRONO ALLA RICERCA DI UN VACCINO

Secondo l’OMS sono più di 170 i vaccini candidati che si stanno sviluppando in tutto il mondo, 34 dei quali hanno iniziato una sperimentazione clinica. Queste sono le aziende principali e i paesi da dove provengono:

  • AstraZeneca (Sweden-UK) – Irbm Pomezia (Italy)
  • SANOFI (France) – GSK (UK)
  • CURE VAC (Germany)
  • BIONTECH (Germany) – PFIZER (Usa)

Questi invece sono i dati R&D 2018 dei cinque paesi presi in considerazione:

  • Svezia 3,31%
  • Germania 3,13%
  • Francia 2,20%
  • Regno Unito 1,7%
  • Italia 1,39%

Fra questi Svezia e Germania superano sia la quota Ue (2,19%) sia il suo target 2020 (3%). Il dato della Francia coincide con la quota Ue. Infine il Regno Unito e l’Italia, partner in questo momento in vantaggio sulla sperimentazione del vaccino, restano al di sotto della soglia Ue.

CONCLUSIONI

Sembra quindi esserci, nella maggior parte dei casi, una correlazione tra i dati di ricerca e sviluppo e ricerca del vaccino. Nel 60% dei casi presi in esame le aziende che stanno concorrendo per trovare una cura contro il Covid-19 hanno sede o sono collegate con alcuni tra i Paesi che hanno investito di più in ricerca e sviluppo negli ultimi anni. Un ruolo importante può essere giocato anche dai governi nazionali di questi Paesi, che nel corso degli anni sono stati mediamente stabili. Il Paese con la più elevata continuità governativa è la Germania che negli ultimi quindici anni ha mantenuto la stessa Cancelliera Angela Merkel. L’Italia, tra i cinque Paesi presi in considerazione, è la nazione che negli ultimi dieci anni ha visto avvicendarsi più primi ministri, sei nel corso di tre legislature.

(infografiche di Alessandra Petrini e Natale Ciappina)