25 marzo, Seul. Per la prima volta nella storia della Corea del Sud le forze dell’ordine mostrano in pubblico il volto di un presunto molestatore. Il suo nome è Cho Joo-bin, 25enne accusato dalla polizia di essere tra le figure chiave dell’Nth Room Case, vicenda di violenza ed estorsione verificatasi su Telegram tra il 2018 e il 2020. La decisione viene presa in seguito a una mobilitazione popolare senza precedenti: due milioni di firme per conoscere l’identità del presunto responsabile. In Corea del Sud il vento sta cambiando. La questione di genere non riguarda più solo le donne. Crimini sessuali, sessismo in ambito lavorativo, mancato riconoscimento del ruolo della donna dal punto di vista sociale sono solo alcune delle ragioni che collocano la Corea al 108esimo posto (su 153 Paesi) nel Global Gender Gap Index 2020.

A spiegarne ragioni e prospettive è Seungsook Moon, docente di Sociologia al Vassar College di Poughkeepsie, New York.

Secondo il Global Gender Gap Report 2020 la Corea del Sud possiede un identico tasso di alfabetizzazione tra uomini e donne (99%). La percentuale rimane simile se si considera l’iscrizione ai primi livelli di istruzione e si differenzia, anche se non in modo significativo, nelle università. Il vero gap si riscontra nell’accesso alla politica: le donne rappresentano solo il 16.7% dei membri del parlamento e il 22.2% delle figure che ricoprono posizioni ministeriali. Quali sono le ragioni di tale situazione?

In Corea del Sud il numero di donne che si iscrivono all’università è in costante crescita. Si tratta di un trend globale, che coinvolge le società “sviluppate” e che dimostra il sempre maggiore interesse che le donne ripongono in un’educazione di più alto livello ai fini di un impiego certo e dell’indipendenza finanziaria. Il mondo politico rimane tuttavia ancora dominato dagli uomini. Diversi fattori, sociali e culturali, contribuiscono a ciò. Una delle motivazioni principali è riscontrabile nel fatto che, ancora oggi, l’esercizio della leadership politica sia influenzato dal genere, come d’altronde accade in tutti quei Paesi in cui persistono tradizioni patriarcali e sessiste.Si tratta dell’eredità della visione neo-Confuciana, la cui applicazione contemporanea legittima la presenza di uomini in posizioni apicali proprio per ragioni di gerarchia di genere. La società coreana contemporanea è infatti politicamente ed economicamente dominata da uomini di vecchie generazioni, secondo i quali autorità e comando sono compiti e privilegi esclusivamente maschili. Ne deriva dunque la costante percezione che le donne siano principalmente connesse alla sfera domestica e che la sfera pubblica, la politica e il lavoro retribuito siano invece prerogativa maschile.

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Fonte: WEF Global Gender Gap 2020

 

Il 15 aprile 2020 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del Parlamento. Per la prima volta un partito femminista, il Women’s party, si è candidato. Nessun seggio è stato vinto, benché siano stati ottenuti più di 200mila voti. Quanto è importante per la società coreana il fatto che sia stata costituita una formazione politica gender-oriented? È verosimile che il bacino elettorale abbia coinvolto anche uomini?

Credo che il Women’s party abbia un valore simbolico importante. Riflette la crescente consapevolezza che si sta diffondendo tra giovani e anziane: l’essere donne, prima di essere parte di una certa categoria sociale definita dalla classe di appartenenza, dalla zona in cui si risiede e dagli altri social status in generale. È fondamentale comprendere che le donne, come gli uomini, non si percepiscono come parte di un gruppo sociale omogeneo, soprattutto se nella società in cui vivono sono presenti altre e rilevanti categorie di appartenenza. Si collocano diversi fattori alla base della crescente presa di coscienza che le donne coreane stanno vivendo oggi. Tra questi, il verificarsi di aggressioni online perpetrare perlopiù da giovani uomini e rivolte alle donne in quanto gruppo sociale. Ma anche il fatto che per le donne sia più frequente abbandonare la sfera domestica per trovare degli impieghi retribuiti, facendo così emergere fenomeni di sessismo e gerarchia di genere nei luoghi di lavoro. Tutto ciò ha progressivamente sensibilizzato le donne proprio in quanto donne. Il punto principale è proprio questo: nella società coreana l’essere donna, come categoria di genere, non è naturale o automatico, ma si riferisce a una categoria sociale e politica che esiste proprio in virtù del fatto che si venga trattate come parte di tale gruppo sociale.

Il caso Nth room ha subito una svolta significativa il 20 marzo. Si tratta dell’ultimo esempio di una serie di vicende che vedono le donne come vittime di crimini sessuali, tra cui gli hidden camera crimes (utilizzo di microcamere illegalmente collocate in luoghi pubblici). Esistono pene adeguate per questi reati? Le donne sono le uniche vittime?

Secondo quanto sostenuto dalle organizzazioni che si occupano di crimini sessuali, le pene non sarebbero adeguate. In Corea del Sud è frequente che alcuni uomini incolpati di crimini sessuali, soprattuto se potenti, denuncino per diffamazione le donne che li accusano. Le donne non sono tuttavia le uniche vittime di questi reati. Ci sono anche bambini e teenager, sopratutto ragazze. Non si sa invece se gli uomini siano vittime di questi genere di crimini.

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Professoressa Seungsook Moon

Moltissimi post presentano l’hashtag #escapethecorset (#탈코). Il riferimento è al Free the Corset Movement, movimento che cerca di permettere alle donne coreane di essere libere dagli stretti canoni di bellezza imposti dalla società. Alla luce anche di quanto detto fino a ora e della maggiore consapevolezza che le donne coreane stanno acquisendo, può il Free the Corset Movement essere considerato un punto di rottura rispetto a una società che impone fortissime pressioni sull’aspetto fisico che una donna dovrebbe avere?

Ritengo che questo movimento rappresenti il desiderio delle donne di rivendicare il proprio corpo. Poiché la Corea del Sud è modellata dal consumismo capitalista internazionale, sono diventati molto popolari rituali di bellezza che richiedono l’acquisto di numerosi prodotti. La società stessa spinge molti individui ad accumulare “asset” al fine di potere competere per raggiungere le limitate possibilità esistenti in termini di lavoro e vita privata; sempre più donne (e oggi anche sempre più uomini) stanno dunque “investendo” nella loro apparenza attraverso la cura di sé e la chirurgia plastica. Ma è proprio in questo contesto che alcune donne hanno acquisito una coscienza femminista più forte. Ne deriva il desiderio di sfidare questi trend popolari proprio diffondendo il Free the Corset Movement.

Nel 2019 la Corte Costituzionale ha stabilito l’incostituzionalità del divieto di abortire. La legge del 1953, che prevede multe e carcere per le donne che abortiscono (a eccezione dei casi di stupro, incesto o rischi per la loro salute), dovrà essere riscritta entro la fine del 2020. Se così non fosse, verrà abrogata. La minaccia di essere incarcerate o sanzionate è stato fino a oggi un deterrente all’aborto?

L’aborto in Corea del Sud rappresenta una di quelle pratiche sociali e individuali che mostrano un enorme distanza tra la legge e la sua attuazione. Per molti decenni, e anche oggi nel 2020, l’aborto, benché illegale, è stato raramente punito. Un caso simile si riscontra con la prostituzione, illegale ma punita solo di recente. Molte donne coreane hanno dunque abortito senza essere soggette alle pene previste. Ciò che è degno di nota è il fatto che ora la vicenda abbia assunto contorni politici.

*immagine di copertina: Jean Chung/Getty Images

translation in English language

March 25th, Seoul. For the first time in South Korean history, the authorities publicly disclose the face of an allegedly sex offender. His name is Cho Joo-bin, a 25 year old man accused by the police to have played a significant role in the Nth Room Case, the crime case of violence and blackmailing registered on Telegram between 2018 and 2020. The decision comes after an unprecedented public mobilization, which led two millions people to sign an online petition to reveal the identity of an alleged perpetrator. Times are changing in South Korea. Gender gap is no longer an issue only related to women. Sexual crimes, sexisms in workplaces, lack of recognition of the women’s role in society are some of the reasons that justify the low gender equality ranking of South Korea. Referring to the Global Gender Gap Index 2020, the Country is placed 108th on 153th. There are many reasons that can define which is the current state of the South Korean society, according to Professor Seungsook Moon, sociology professor at Vassar College (Poughkeepsie, NY). The WEF Global Gender Gap Report 2020 states the Republic of Korea presents an identical literacy rate in men and women (99%). The percentages remain quite similar about the enrollment in primary and secondary schools, becoming non significantly different in enrolling in tertiary school.

It is the political empowerment field that really underlines the gaps occurring between the two genders: 16.7% is the rate of women in Parliament and 22.2% the one of women in ministerial positions. Are there any specific reasons to justify this situation?

Women’s enrollment in the tertiary education has been growing. This change is also a global trend in “developed” societies indicating women’s growing interests in higher education and secure employment for financial independence. Yes, the political field remains male dominated in South Korea. There are multiple social and cultural factors contributing to this persistent gender hierarchy in politics. One major factor is the gendered perception of political leadership in South Korea (like many other societies in the world with lingering patriarchal traditions and contemporary sexism.) What is particular about South Korea is the neo-Confucian view of (male) scholars as government officials. To older-generation Koreans, who still dominate the society politically (and economically), the authority to rule people belongs to a masculine task and privilege. Reflecting neo-Confucian legacy and its contemporary appropriation, there is a persistent perception that women’s primary place is family and home (domestic sphere) and politics and paid employment outside in public sphere is primarily men’s place.

The South Korea’s legislative elections were held on April 15th. For the first time, a feminist political movement, the Women’s party, decided to run. To what extent is it the setting-up of a feminist party important? Even though no seats were taken, the Women’s party was voted by more than 200k people. Is it credible to think about male voters, too?

I think the Women’s Party is symbolically important. It reflects the growing number of younger-generation women and some older women who see themselves primarily as women rather than members of any other social categories (e.g., social class, residential location, and other social status groups). It is very important to understand that women, just like men, do NOT automatically see themselves as a homogeneous social group, especially when there are other social status categories significant in a given society. Various social and political factors contribute to the rise of women’s consciousness as women. In contemporary Korea, as you may know, there has been growing aggressive attacks on women as a group in internet space by mostly younger-generation men, who are active users of internet. Additionally, as women step out the domestic sphere and veture into paid employment, they have realized underlying sexism and gender hierarchy in their workplaces. This has also sensitized them as women. The main point I’m making here is that women as a gender category is not something natural or automatic but a social and political category that emerges through specific experiences of being treated as such. The Nth room case is in the spotlight. This is the more recent example of a series of issues that involve women as victims of sex crimes, such as the hidden camera crimes (miniature cameras illegally installed in public places).

Does the justice system provide adequate punishments for sex crimes? Are women the only victims of these crimes?

According to advocacy organizations working on sexual violence and crimes, the punishment for such crimes is not adequate. It has been common in S. Korea that men accused of sex crimes, especially if they are powerful men, file libel suits against their accusors. Regarding your last question, women are NOT the only victims; there are children or young teenagers, yes mostly female. It is not known how boys are subject to this type of crime. Countless posts can be found with the hashtag #escapethecorset. This is related to the “Free the Corset movement”, the movement that seek women to be free from the strict beauty standards required by society.

Considering the shape of the current Korean society and the increasing women’s self consciousness, can it be considered the breaking point from a society which impose significant pressure on the body goals that a women should reach?

I would read this movement as women’s desire to reclaim their own bodies. As S. Korea is profoundly reshaped by transnational consumer capitalism, beauty rituals, requiring numerous commodities to be purchased, have become popularized. As more and more individuals are pressurized to accumulated individual “assets” to compete for limited opportunities for decent jobs and happy marriage and family life, more women (and now even men) are “investing” in their appearance through grooming rituals and plastic surgeries. In response to these developments, some women who gain feminist consciousness want to challenge this popular trend by organizing and spreading free the corset movement. In 2019 the Constitutional Court ruled that abortion ban was unconstitutional, ordering the abortion law to be revised by the end of 2020.

If the amendments are not met by the deadline, the law will be null and void. Does the threat of being jailed or fined prevent women from abortion or women have abortion illegally?

Abortion as a practice rather than an idea in South Korea is intriguing because it is one of those social/individual practices showing a huge gap between law and actual practice. For many decades, even in 2020, abortion has been rarely punished despite its being illegal. (It’s similar to prostitution being illegal but rarely punished until fairly recently.) Many Korean women have used abortion as a way to deal with unwanted pregnancies without punishments. What is noteworthy is why now it has become more politicized.