Il mondo del giornalismo sembra aver beneficiato della pandemia da Covid-19. Lo confermano la crescita del traffico dei siti di informazione ma soprattutto quella degli abbonamenti. Secondo la piattaforma Piano, i siti d’informazione statunitensi ed europei, da febbraio, hanno registrato un aumento continuo del traffico. Più precisamente, 300 testate digitali che usano varie tipologie di paywall hanno avuto una crescita media del 14%.

Secondo uno studio del ricercatore Grzegorz (Greg) Piechota, che ha analizzato 48 tra le maggiori redazioni online, la strategia vincente è stata quella di offrire uno sconto sugli abbonamenti, come hanno fatto il New York Times o La Repubblica, che hanno portato il costo degli abbonamenti a un dollaro a settimana per un anno e un euro per tre mesi.

Ad essersi abbonati a questi siti non sono, però, nuovi lettori, bensì i lettori di vecchia data, Questo conferma l’analisi di Deep.BI, secondo la quale ci vuole del tempo prima che un lettore, anche assiduo, decida di sostenere una testata. Il problema rimane quello di evitare l’esodo degli abbonati, visto che perderli è molto più facile che acquisirli.

Robbie Kellman Baxter, autrice del libro Forever Transaction e media consultant, suggerisce di studiare i picchi precedenti, identificare gli utenti che hanno deciso di cancellare il proprio abbonamento, osservando le loro azioni e preferenze sul web, migliorando così l’offerta per i futuri abbonati.

L’informazione è ora più che mai fondamentale per i cittadini, e le testate giornalistiche sono tornate a chiedersi se noren sia giusto rendere i propri prodotti gratuiti. Qualsiasi altro settore, nel momento di picco della domanda, non regalerebbe mai il proprio prodotto. I siti d’informazione hanno sentito il dovere di fare un passo verso i lettori.

 Per approfondire, continua a leggere su journalism.co.uk