“E la luce del giorno si divide la piazza, tra un villaggio che ride e te, lo scemo che passa”, cantava Fabrizio De André nel 1971. Troppe volte il villaggio ride, schernisce e ignora il diverso, lo “scemo” come si diceva una volta. Chi è “normale” a volte non concepisce lo straordinario e si limita all’apparenza, alla “pazzia”. Ma il pazzo può amare, prova dolore, ride e soffre come tutti i “normali”. In questa rassegna, dedicata al tema della malattia mentale, ci addentreremo dunque nella città dei matti, la conosceremo e la vivremo da vicino, tenendo bene a mente che “da vicino nessuno è normale”.

C’era una volta la  città dei matti (2010)

Nell’Italia degli anni ’70 il modo migliore di approcciarsi alla malattia mentale era nasconderla, o meglio nascondere i malati confinandoli dietro a dei muri, dentro ai manicomi, una parola che ancora oggi suscita vergogna e paura. Grazie alla lotta compiuta dallo psichiatra Franco Basaglia, questi luoghi di tortura, fatti di elettroshock e camicie di forza verranno chiusi e le persone affette da malattia mentale potranno finalmente vedere di nuovo la luce del sole.

fonte: mappeser.com

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Si può fare (2008)

Nello è un militante del partito comunista e sindacalista ormai emarginato dai vertici. Per punizione viene inviato a gestire una cooperativa di lavoro formata da persone affette da disturbi mentali. Nonostante gli inizi poco incoraggianti, Nino riuscirà a restituire a queste persone una dignità che  era stata loro  tolta, dimostrando che anche loro al pari degli altri sono persone prima che malati.

Fonte: Mymovies.it

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A beautiful mind (2001)

Si dice spesso che genialità e pazzia siano due facce della stessa medaglia. John Nash è un brillante matematico, che per la sua intelligenza viene reclutato dall’intelligence per crittografare e decifrare codici. Improvvisamente tutto crolla e si scopre che tutta la sua vita non era altro che una proiezione della sua mente. Nash è infatti affetto dalla schizofrenia, che gli provoca allucinazioni e distorce la sua visione della realtà.  John affronterà la sua malattia con coraggio e determinazione supportato dalla moglie Alicia, un percorso lungo e difficile che lo porterà a vincere il Premio Nobel.

Fonte: Mymovies.it

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Mi chiamo Sam (2001)

Sam è un uomo adulto con un quoziente di intelligenza di un bambino. Lasciato solo con una figlia avuta da una senzatetto a cui aveva offerto ospitalità, Sam cresce la sua piccola Lucy con amore, aiutato da uno strampalato gruppo di amici. Quando i servizi sociali vengono a sapere della cosa cercheranno di portare via la piccola al padre, che con il supporto dell’avvocato Rita Harrison ingaggerà una lunga e dura battaglia legale per riportare a casa sua figlia, il suo amore.

Fonte: FilmTv.it

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