Nell’agosto del 2012 il CIR Centre for Investigative Reporting annuncia il lancio de I Files, un nuovo progetto web per reportage d’inchiesta pubblicati su un profilo YouTube dedicato.
La scelta di questo canale non fu casuale: lo scopo era quello di far conoscere tematiche articolate e complesse al pubblico di massa e di diffondere, attraverso la medesima piattaforma, lavori investigativi realizzati da grandi testate internazionali come il New York Times, Al Jazeera e la BBC, ma anche da strutture non profit come il Pulitzer Centre On Crisis Reporting.
Poco tempo dopo il suo lancio, si decise di cambiare nome al canale, ribattezzato Reveal poiché, come scrivono nel loro motto, “la verità non si svela mai da sola”. Nel corso degli anni il team di Reveal si è occupato di diversi temi, dalla discriminazione razziale alla violenza di genere, dal neofascismo alle migrazioni, ai disastri ambientali.
Per rispondere alla crescente richiesta di un giornalismo investigativo diffuso attraverso l’audio e trasformare l’inchiesta da genere di nicchia a categoria in grado di attrarre l’interesse di un pubblico sempre più ampio ed eterogeneo, nel 2013 il CIR ha declinato Reveal anche in forma di programma radiofonico disponibile anche sotto forma di podcast.
Alla base del lavoro vi è una ferrea convinzione: il giornalismo deve continuare ad essere “il cane da guardia della democrazia” e il sistema informativo non deve essere solo riformato, bensì occorre ricostruirlo dalle fondamenta per puntare sulla qualità e sull’analisi piuttosto che sulla quantità.
«Sono i cambiamenti che le storie riescono a produrre a determinare la misura del nostro successo – sostengono i fondatori –. A guidare la missione sono tre obiettivi essenziali: garantire al nostro pubblico accuratezza e completezza delle notizie; collaborare con le realtà locali nell’ottica della cooperazione; accompagnare il pubblico in un percorso di consapevolezza e acquisizione dello spirito critico».
Per riuscire nell’intento, Reveal cerca di proporre prodotti che possano dare spazio a diverse voci, prospettive ed esperienze poiché «solo facendo questo potremo riflettere le spinte che muovono la nostra società e fornire risposte che ci aiutino a comprendere il mondo in cui viviamo».