Un post-it rosa acceso attaccato sulla porta d’ingresso di un centro estetico. La scrittura incerta di un bambino, due cuori ed una frase di speranza: «Andrà tutto bene!». All’indomani del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei Ministri Io resto a casa – che estende le misure restrittive di contenimento del covid-19 a tutto il territorio nazionale, annullando di fatto il concetto di “zona rossa” in favore di quello di un’intera Italia “zona protetta” –il quartiere Solari sembra aver perso del tutto la sua vitalità. La sensazione che si avverte da ormai quasi tre settimane è quella di una domenica infinita, dilatata nel tempo: poche macchine in circolo e ogni tanto il rumore lontano del tram 14, diretto verso il Duomo o la periferia.

La scrittura incerta di un bambino, due cuori ed una frase di speranza: «Andrà tutto bene!».

Fogli scritti a mano sono appesi sulle vetrine del barbiere, della pasticceria, dei bar.Tutti rammentano la regola di buon comportamento divenuta negli ultimi giorni un vero e proprio mantra: mantenere la distanza di un metro reciproco ed evitare assembramenti.

All’ingresso del supermercato, preso d’assalto durante il primo weekend di allarme, vengono distribuiti guanti e razionato gel antibatterico.Tra gli scaffali (ora non più vuoti) la gente si aggira preoccupata, immersa nei propri pensieri e desiderosa di uscire al più presto. «Già prima delle ultime disposizioni prese dal governo ci sono stati colleghi che, impauriti, hanno chiesto ferie o giorni di malattia per evitare di venire a lavorare in città», confessa Manuel, il cassiere.

Dal parchetto Stendhal l’unico suono che si avverte è il rimbalzare solitario di un pallone da basket. Le partite tra amici si sono fermate anche qui e solamente due o tre temerari si esercitano nei tiri liberi.Anche le urla dei bambini felici dei giorni scorsi non si sentono più. Meglio rimanere in casa con i propri nonni, come ammonisce il governo e avverte la televisione.

La sospensione delle attività didattiche inizia a farsi notare: davanti alle elementari il parcheggio dei coloratissimi monopattini non è mai stato così ricco di posti liberi e gli studenti delle medie hanno rimandato il rito della pizzetta prima del rientro a casa a data da definirsi.Annullato anche il cineforum del venerdì sera organizzato dalla parrocchia di Santa Maria del Rosario, costretta, tra le altre cose, a sospendere non solo le messe ma anche le attività di volontariato.

In farmacia invece il titolare è intento ad effettuare l’ordine settimanale: tra antibiotici, aspirine e garze «ovviamente non possono mancare mascherine, igienizzanti mani ed alcol». Persino l’acquistare di un pacchetto di sigarette è divenuto un’esperienza che provoca un certo disagio. «Fai quasi paura conciato così» ironizza un avventore sul look del tabaccaio che, munito di guanti e mascherina, senza troppi convenevoli e con movimenti veloci, cerca di evitare contatti nel momento della consegna di monete e banconote.

Persino l’acquistare di un pacchetto di sigarette è un’esperienza che provoca un certo disagio. Ma, alla vista di due giovani ragazze che sfrecciano in bicicletta è impossibile non accennare un sorriso di speranza.

La tranquillità del quartiere residenziale è minata da un male invisibile che incute paura e tanta malinconia. Quando si tornerà alla vita di sempre? Presto, ci si augura.E alla vista di due giovani ragazze che spensierate, sfrecciando in bicicletta, commentano le prime avventure amorose, è impossibile non accennare un lieve sorriso di speranza.