Elon Musk ha rinviato a tempo indeterminato l’introduzione della verifica a pagamento di Twitter. Nel suo annuncio tramite un tweet dello scorso 21 novembre, il nuovo Ceo ha aggiunto che sta prendendo in considerazione anche la possibilità di apporre segni di spunta di colore diverso ai profili di persone o aziende di rilievo per dimostrarne l'”ufficialità”.

Il problema che ha causato questa decisione è sorto in seguito alla decisione di Musk di imporre il pagamento di un abbonamento di 7.99 dollari al mese per ottenere la verifica di Twitter, la famosa spunta blu accanto al profilo: un contrassegno che in precedenza era riservato solo ai personaggi famosi. Così sulla piattaforma è esploso il caos, poiché molti utenti paganti hanno finto di essere celebrità e aziende.

Gli ingegneri di Twitter hanno cercato di risolvere il problema e in un primo momento è stato testato dall’azienda l’uso di un adesivo grigio “ufficiale” sugli account di alto profilo scelti dalla piattaforma e indipendenti dall’abbonamento. Questa funzione è stata attivata e disattivata più volte dopo il suo lancio, poiché Musk temeva che avrebbe solo peggiorato il sistema a doppia spunta di Twitter.

Attualmente gli utenti di Twitter devono andare sul profilo di una persona e cliccare sul suo segno di spunta blu per determinare se l’utente è realmente un personaggio pubblico o se semplicemente ha pagato 8 dollari per l’icona ufficiale.

Nel frattempo aumentano le polemiche sulla riammissione nella piattaforma di alcuni personaggi che erano stati bannati dalla precedente amministrazione di Twitter per non aver rispettato le politiche di utilizzo di un linguaggio appropriato. Con grande disappunto di alcuni dipendenti, di recente la piattaforma ha riaccolto Kanye West, Jordan Peterson, Andrew Tate e Donald Trump, anche se l’ex presidente degli Stati Uniti si è finora rifiutato di ricomparire.

Il ritorno di molti personaggi di destra coincide con un momento in cui il team di moderazione dei contenuti di Twitter è stato ridotto. Il responsabile della fiducia e della sicurezza di Twitter, Yoel Roth, a cui Musk si affidava per mitigare i contenuti dannosi, ha lasciato l’azienda lo scorso 10 novembre e questo ha avuto effetti profondi sui contenuti condivisi. Secondo un nuovo rapporto del Center for Countering Digital Hate, infatti, da quando Musk ha acquistato l’azienda il ricorso ad insulti razziali sulla piattaforma è aumentato vertiginosamente.

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