Quando tecnologia e medicina si incontrano, gli esiti possono essere incredibili. Una nuova frontiera, stavolta contro la sindrome di Parkinson, è stata superata dai ricercatori della Hong Kong Baptist University, inventori di una nanostruttura che induce le cellule staminali neurali a diventare neuroni da impiantare nel cervello dei pazienti malati per permettere la progressiva sostituzione delle cellule danneggiate.

Da tempo le staminali sono considerate il fulcro delle terapie contro questa malattia neurodegenerativa, ma la coltura e la differenziazione cellulare vengono stimolate attraverso principi chimici che possono favorire l’insorgere del cancro. La nanomatrice sviluppata a Hong Kong invece compie un’azione più mirata“con un rischio di carcinogenesi sostanzialmente ridotto”, afferma il professor Jeffery Huang del Dipartimento di Fisica della HKBU.

Quando le staminali entrano in contatto con questa struttura, formata da una lastra in silice, l’interazione “può indurre le cellule a differenziarsi rapidamente in neuroni dopaminergici”, che rimpiazzano le cellule malate nella cosiddetta substantia nigra, tra mesencefalo e diencefalo.

Gli esperimenti preliminari sono stati condotti sui topi, che a otto settimane dal trapianto hanno mostrato evidenti segni di miglioramento. A distanza di altri due mesi,i neuroni dopaminergici hanno attecchito al tessuto cerebrale riproducendosi senza presentare lesioni precancerose. Si getta quindi un seme di speranza che i ricercatori auspicano possa fiorire presto.

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