Può spesso sembrare che le conversazioni sui social tra i vari brand siano del tutto spontanee, ma in realtà la maggior parte delle volte sono tutto tranne che questo. Le campagne di promozione dei prodotti sia materiali che editoriali, infatti, sul web non diventano virali da sé, ma perché spesso i vari brand si mettono d’accordo tra loro, condividendo i contenuti, commentano i post e taggando altre persone.

Savannah Peterson, fondatrice del gruppo di strategia digitale Savvy Millennial, rivela a Digiday che è come se esistesse una congrega di social media manager che nelle loro stanze orientano mediaticamente le operazioni sul web. Tra di essi è come se esistesse un codice di comportamento che chiede loro di rispettare certe regole base, dal mettersi like a vicenda al condividere i post, dal prodigarsi nei commenti al rispondere direttamente agli utenti. Molti di loro spesso comunicano attraverso mailing list private o gruppi di conversazione su Facebook.

D’altro canto, però, se molti brand preferiscono aiutare artificialmente le proprie campagne virali, alcuni social media manager credono che la qualità dei contenuti virali spesso venga proprio dalla loro spontaneità.

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