È ancora in corso la caccia all’uomo per trovare il responsabile dell’attacco che, ieri, ha insanguinato la metropolitana di New York. Gli investigatori sono alla ricerca di un afroamericano alto un metro e sessantacinque che, attorno alle 8:30, ha aperto il fuoco nei vagoni della linea N di Brooklyn, tra le stazioni di Sunset Park e della 25esima strada. La pista terroristica, al momento, sarebbe esclusa.
Le indagini, per ora, si stanno concentrando su Frank James, considerato dalle autorità una “persona d’interesse” e non ufficialmente un sospettato. Il 62enne, con residenza a Philadelphia e nel Wisconsin, è il titolare della carta di credito, rinvenuta sulla scena dell’attacco e utilizzata per affittare un furgone U-Haul con targa dell’Arizona. Le chiavi del veicolo sono state trovate in uno zainetto abbandonato vicino alla stazione, assieme alla pistola Glock 17 usata nell’attacco, munizioni, un’accetta, benzina e fuochi d’artificio.
Ventinove feriti, nessuna vittima: è il bilancio dell’attacco nella metropolitana che, ieri, ha gettato New York nel terrore.
Intanto, continuano ad emergere nuovi dettagli sull’accaduto, anche se il lavoro della polizia è reso più difficile dal fatto che le telecamere della stazione della 25esima strada, dove il metrò si è fermato, non funzionano. Gli investigatori, dunque, sono costretti a fare affidamento sui video dei testimoni e ad incrociare le informazioni a loro disposizione. Pare che il responsabile dell’attacco, vestito come un addetto alla manutenzione della metropolitana, abbia lanciato una bomboletta fumogena all’interno del vagone e che, dopo aver indossato una maschera antigas, sia riuscito a sparare 33 colpi con la sua Glock, prima che la pistola si inceppasse. A quel punto, l’uomo si sarebbe dato alla fuga.
Il bilancio è di 29 feriti, di cui cinque gravi, ma nessuno sarebbe in pericolo di vita. «Siamo stati fortunati, poteva andare molto peggio», ha commentato il capo della polizia di New York, Keechant Sewell, per poi assicurare che le indagini proseguono a ritmo serrato e che centinaia di agenti sono impegnati sul campo.
«Noi ci siamo attivati subito – racconta a Magzine Irene Asquini, console aggiunto al Consolato generale d’Italia a New York – L’obiettivo, intanto, è stato quello di individuare se fossero interessate persone provenienti dal nostro Paese. Siamo in costante contatto con l’ambasciata di Washington e con le autorità locali. Per fortuna, però, nessun italiano era coinvolto». La vicenda continua ad essere monitorata e seguita da vicino. «Abbiamo subito contattato l’unità di crisi della Farnesina, per segnalare l’incidente, mandare messaggi ai cittadini italiani e essere sicuri che prendano tutte le precauzioni del caso, seguendo l’attività delle forze di polizia».
Anche il sindaco della Grande Mela, Eric Leroy Adams, è intervenuto sull’accaduto, rinnovando il suo impegno a combattere la violenza dilagante in città e, in particolare, nella metropolitana, da tempo teatro di aggressioni e rapine sempre più frequenti.