Shantha è italiano, è nato nello Sri Lanka e ha negli occhi quella luce sempre più rara di chi sta vivendo la felicità. Sorride timidamente mentre parla con orgoglio delle sue figlie e saluta con gentilezza i residenti del meraviglioso palazzo milanese di via Lovanio 6, in cui lavora. Passeggiando per la via si respira il fascino di una Milano d’avanguardia, conservata ancora nella bellezza delle facciate. Shantha ha 50 anni e fa il portinaio da 20.
Appena gli chiedi del suo Paese, cerca di cambiare argomento nascondendo la nostalgia. Torna in Sri lanka in giugno insieme alla famiglia, ma la moglie quest’anno trascorrerà lì le vacanze natalizie, lasciandogli il delicato compito dei “regali natalizi” per le figlie. «Sono buddista, ma il Natale lo festeggiamo lo stesso – dice Shantha ridacchiando – anche perché le mie due figlie credono ancora alla storia di Babbo Natale ed è molto bello. L’anno scorso ho chiesto ad un amico di entrare di notte per mettere i regali sotto l’albero, mia figlia ha sentito il suono dei passi e ha subito pensato che fosse Babbo Natale».
La sua grande passione, come per ogni asiatico che si rispetti, è il cricket. Sport poco diffuso in Italia, che l’Inghilterra ha esportato in India e nel Sud-Est asiatico durante il periodo colonialista. «Fino all’anno scorso giocavo per la squadra di cricket Idle Lodi – continua il portiere – ma purtroppo il “Radisch Ground” (campo di ravanelli) non è più utilizzabile perché la proprietà del terreno ha deciso di non rinnovare l’accordo. Andavo a giocare a Lodi sia il sabato che la domenica, ho lì molti amici».
Così lo storico team lodigiano ha perso la sua casa dopo 25 anni, ma non la passione di Shantha che non vede l’ora di tornare a praticare lo sport che ama. Il glorioso club ha sfidato in amichevole squadre francesi, inglesi e svizzere e sta cercando una nuova sistemazione. La formazione dell’Idld comprende una trentina di giocatori provenienti da Bangladesh, Pakistan, Olanda e India. Shantha è un magnifico esempio di come lo sport possa integrare socialmente persone che hanno lasciato tutto per venire in Italia a cercar fortuna. Lui, che è italiano da 15 anni e con lo sguardo fiero, non dimentica da dove è partito.