Addio a divano, tisana e copertina. Il festival da Yellowsquare a Milano si vede in compagnia. Non serve prendere un treno direzione Liguria per vivere a pieno la kermesse: al Salone 14 in Porta Romana Sanremo gode di una vita parallela fatta di giochi, quiz, siparietti comici, karaoke (giusto per restare in tema) e tanti commenti su canzoni e outfit dei concorrenti. La musica non è l’unica protagonista: il pubblico in sala viene costantemente coinvolto e stuzzicato dai presentatori che cambiano di giorno in giorno. Immancabili risate, critiche, applausi e, perché no, anche birra e patatine.
«Sanremo è Sanremo, non si può non guardare. Ci occupiamo di intrattenimento a 360 gradi, abbiamo una community molto attiva che partecipa volentieri a queste situazioni da grande “salotto” collettivo», racconta a Magzine Aurora Rotondo, organizzatrice dell’evento Sanremo in Casa Yellow. L’ambiente è molto familiare: c’è chi arriva in gruppo e chi invece da solo. La promessa è stringere amicizia con perfetti sconosciuti, ma accomunati dalla stessa passione: la musica. Incitano i loro beniamini o piangono e si stringono sulle note delle ballad più commoventi. Tra le righe di “Quando sarai piccola” di Simone Cristicchi a molti è scesa una lacrima, altri avevano completamente gli occhi lucidi. Standing ovation assicurata, invece, per Giorgia. C’è poi chi rimane concentrato anche sul Fanta Sanremo, nella speranza che uno dei propri cantanti riesca a conquistare più bonus che malus. Le prime sere regnavano il silenzio e la curiosità durante le esibizioni, poi la gente ha iniziato a scatenarsi man mano che memorizzava i testi. Tra quelle che hanno trasmesso di più l’aria di festa c’è sicuramente “Cuoricini” dei Coma Cose.
«È una buona occasione per rimarcare il senso di comunità con i nostri ospiti» rimarca Aurora confessando che, però, quest’anno non erano proprio sicuri di organizzare il watch party collettivo. «Da un’edizione all’altra cerchiamo di rendere il palinsesto sempre più dinamico e interattivo», commenta l’organizzatrice. In effetti è proprio così: la prima sera il pubblico si sfidava a quiz a tema Sanremo ripercorrendo le edizioni passate. Le domande avevano diversi gradi di difficoltà e come premio c’era un drink. Non sono mancati neppure i comici, che nelle pause pubblicitarie non perdevano occasione per stuzzicare il pubblico. «Come ti chiami e che lavoro fai?» era la domanda di rito da cui poi con una chitarra acustica partiva l’intonazione di un gingle allegro, spiritoso e ironico.
Lo Yellowsquare è anche un ostello, dunque è facile trovare gente da ogni parte del mondo che si affaccia interessata alla kermesse. Proprio come a Ponente, anche a Milano «la prima serata è andata completamente sold out». La parola d’ordine resta “divertimento”. Per i fedelissimi è ormai tradizione vedere il festival a casa Yellow. «È un discorso anche ecologico», ironizza Lorenzo Deiana, comico e ospite durante il secondo appuntamento al Salone 14. «Immaginate se ognuna di queste persone dovesse guardare Sanremo a casa da solo, magari in un monolocale, a Milano. Stando assieme c’è meno impatto ambientale», conclude con un sorriso.
Per quanto riguarda il vincitore della 75esima edizione, non sembra esserci ancora un unico favorito. Aurora spera in qualcosa di diverso, come «Lucio Corsi o Brunori Sars. Olly è molto quotato quindi potrebbe trionfare. Io sono una grandissima fan di Willy Peyote, li ho detti praticamente tutti». Stasera i cantanti si esibiranno a coppie per la serata dei duetti. Il salone di Yellow non mancherà. Il programma è dedicato anche a San Valentino con uno speciale karaoke, mentre sabato, per il gran finale, ci sarà il duo di Milano Da Scrocco.
La musica unisce e durante il Festival forse ancora di più. Certo è che, quando questa “Settimana Santa” finirà, ne avremo tutti una Balorda Nostalgia.