Il calciomercato, il presidente della Repubblica, le prestazioni di Sinner e Berrettini agli Australian Open: restano pochissimi giri di lancette per masticare questi temi. Per la precisione fino a domani, quando le antenne del Paese punteranno in direzione Sanremo:il Festival della canzone italiana – giunto all’edizione numero 72 – apre il mese di febbraio all’insegna dello spettacolo, tra conferme, prime volte e ritorni, il più grande dei quali è senza dubbio quello del pubblico, con l’Ariston di nuovo a capienza massima.

Tuttavia, sebbene l’avvio della manifestazione sia imminente, non sembra che tutti gli aspetti siano stati definiti alla perfezione: l’organizzazione di Sanremo è ancora in divenire e nasconde dentro di sé misteri e sorprese, forse non rivelate di proposito.Di certo, non sarà una novità Amadeus, saldo al timone di conduzione e direzione artistica per il terzo anno consecutivo nonostante le bizzarre sirene dal Quirinale. Il primo grande punto interrogativo piuttosto riguarda il ruolo non ufficializzato di Fiorello, mattatore delle due edizioni precedenti. Prendendo in prestito un famoso aforisma calcistico, formula che vince non si cambia: anche stavolta, allora, il presentatore sarà affiancato da cinque co-conduttrici, una per ogni sera. Tra star del cinema quali Ornella Muti e Sabrina Ferilli (dopo la spassosa imitazione di Virginia Raffaele nel 2016), e giovani attrici come Lorena Cesarini e Maria Chiara Giannetta, l’impressione è che la superstar del Festival possa essere l’eclettica Drusilla Foer, pronta a farsi conoscere dall’Italia nella puntata di giovedì.

La 72esima edizione del festival ritorna ad ospitare il pubblico in sala. Poche novità a partire dal conduttore e superospiti tutti italiani

Quanto alle canzoni in gara, la proposta di generi è variegata e conferma la volontà di Amadeus di rendere Sanremo un evento sempre più al passo coi tempi e alla portata di un pubblico più vasto possibile. Obiettivo centrato appieno l’anno scorso, quando più di qualche brano ha monopolizzato le rotazioni radiofoniche per mesi e, al netto di uno share di poco inferiore alle aspettative, le interazioni generate sui social media sono state da record. In una competizione di grandi stelle – ci sono ben sette vincitori tra i 25 partecipanti –i favoriti, secondo le agenzie di scommesse, sono Elisa e il duo composto da Mahmood e Blanco, emblema di una divisione che ancora resiste tra la melodia classica e il pop moderno da classifica. A riprova di quest’ultimo argomento, avranno i fari puntati addosso Rkomi (il cui album Taxi Driver è stato il più venduto in Italia nel 2021) e i figli dei talent Sangiovanni e Aka7even; stazionano all’estremo opposto le voci senza tempo di Gianni Morandi, Iva Zanicchi e Massimo Ranieri. A vivacizzare la sempre attesa serata di cover e duetti, in programma venerdì, un’innovazione non da poco: per la prima volta nella storia, gli artisti potranno esibirsi in un pezzo straniero.

Sono tutti italianissimi, invece, i superospiti, annunciati in grande stile da Amadeus con dei singoli siparietti al TG1: oltre a Checco Zalone e ai Meduza, trio di produttori musicali, trovano spazio Laura Pausini, che al Festival ha donato La solitudine e Strani amori, e che, salvo sorprese, vedrà ufficializzato il suo ruolo di conduttrice dell’Eurovision in sinergia con Alessandro Cattelan e Mika; Cesare Cremonini, che a dispetto di una carriera di successo non ha mai calcato il palco dell’Ariston; i Maneskin, per i quali è riduttivo utilizzare la semplice definizione di campioni uscenti. Un altro enigma riguarda gli ospiti internazionali: ancora nessun riscontro sulle eventuali presenze dei tanto vociferati Stromae, Ed Sheeran e Avril Lavigne. Nomi da capogiro per far sognare il pubblico e per spazzare, almeno per il momento, il pensiero della pandemia. Ma soprattutto perché Sanremo è Sanremo.