La zona di Vetra, situata nel centro storico di Milano, prende il nome dalla piazza che sorge all’ombra della basilica di San Lorenzo Maggiore, oltre il parco dedicato a papa Giovanni Paolo II. Nonostante l’opera di riqualificazione in atto, e la vicinanza con quartieri come Missori e Sant’Ambrogio, il quartiere si caratterizza da una patina di grigiore che nemmeno il Natale riesce a ravvivare.. «Che io sappia, di eventi natalizi qui non ce ne sono» racconta Luisa, cantante lirica di Cremona che vive a Milano ormai da qualche anno. «Trovo che sia più che altro un quartiere di passaggio. Ci sono molti studenti e giovani professionisti ma poche famiglie». Non dimentichiamoci della vicinanza col cuore di Milano. «I prezzi si sono alzati, altroché. Non puoi fare la spesa qui, devi per forza uscire. Io, per esempio, vado in via Ripamonti. C’è di buono che stanno costruendo la metro blu, e Vetra avrà una sua fermata. Sarà più facile da raggiungere».
Giuseppina, nativa di Milano: «Io ho un’azienda agricola e, per come siamo messi, capisco e condivido il caro prezzi su frutta e verdura, perché la crisi sta piegando il settore. Ma, in generale, la zona sta diventando invivibile. Anche i mercati sono diventati più costosi e, comunque, continuo a frequentarli perché rimangono più convenienti»
Ci allunghiamo verso il mercato di via Calatafimi, dove le bancarelle a tema natalizio sono solo un paio: quella di un fioraio, che per l’occasione vende anche degli abeti in piccolo formato, e lo stand di un altro commerciante all’estremità, che espone calze, pigiami e vestiti rossi puntellati di fiocchi di neve. «Gli alberi non vanno più a ruba, centri commerciali e supermercati ci mettono in difficoltà. Noi giriamo per Milano da vent’anni, e più si va avanti, meno la realtà del mercato viene frequentata», spiega Dennis, fioraio. «Anche a Natale. Soprattutto a Natale».
«Io ho un’azienda agricola e, per come siamo messi, capisco e condivido il caro prezzi su frutta e verdura, perché la crisi sta piegando il settore. Ma, in generale, la zona sta diventando invivibile. Anche i mercati sono diventati più costosi, e comunque continuo a frequentarli, perché rimangono più convenienti», dice Giuseppina, nativa di Milano. L’azienda agricola della sua famiglia è situata in pianura Padana.
Al principio del mercato, svetta un abete alto e proporzionato, su cui però non c’è alcuna decorazione. Né la si trova in questa, o in qualche altra via. Solo proseguendo verso Missori, cominciano ad apparire alcune lucine. Dai camini si sollevano fumi grigi come il cielo. Superato un chiostro, entro nel Santuario di Santa Maria dei Miracoli e San Celso. Sopra l’altare, è sospesa una stella cometa illuminata. Sulla bacheca all’entrata della chiesa, un cartello blu annuncia il concerto di Natale della Rete Culturale Cantosospeso, intitolato “O Magnum Mysterium”, dal testo latino musicato da diversi compositori. «Abbiamo questi concertini – commenta la signora Camilla, che incontriamo nel chiostro -. Potrebbe esserci più gente ma non fa niente. Un po’ di musica fa sempre bene. Non hanno voglia di venire a sentirla? Affari loro».